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La legge 183/1989: il bacino sperimentale del Serchio


Copertina quaderno La legge 183/1989: il bacino sperimentale del Serchio

Quaderno n° 0


Sommario
  • La Legge 183/89: Bacini idrografici e Piani di Bacino
  • II Bacino sperimentale del Serchio
    • II Piano di Bacino
    • Direttive per l'avvio della sperimentazione
    • Programma delle attività e degli interventi sperimentali
    • Interventi ex art. 30, Legge 183/89 (1989-91)
    • Interventi ex art. 31, Legge 183/89 (1989-91)
    • Interventi ex art. 8, Legge 305/89, CIPE 1990 - Programma DEAC (1991)
    • Interventi ex art. 8, Legge 305/89, CIPE 1990 - Programma DISIA (1991)

Estratto da pag. 4

La legge 183/1989

La legge 183/1989 sulla difesa del suolo ha stabilito che il bacino idrografico debba essere l'ambito fisico di pianificazione, che consente di superare le frammentazioni e le separazioni finora prodotte dall'adozione di aree di riferimento aventi confini sempli­cemente amministrativi.
Il bacino idrografico è inteso come "il territorio dal quale le acque pluviali o di fusione delle nevi e dei ghiacciai, defluendo in superficie, si raccolgono in un determi­nato corso d'acqua direttamente o a mezzo di affluenti, nonché il territorio che può essere allagato dalle acque del medesimo corso d'acqua, ivi compresi i suoi rami termi­nali con le foci in mare ed il litorale marittimo prospiciente" (art. 1).
L'intero territorio nazionale è pertanto suddiviso in bacini idrografici, che sono classificati di rilievo nazionale (organizzati in 6 Autorità di Bacino: 1 - Po; 2 - Tevere; 3 -Arno; 4 - Adige; 5 - Volturno, Liri-Garigliano: 6 - Isonzo, Tagliamento, Livenza, Piave, Brenta-Bacchiglione), di rilievo interregionale (ad es. il F. Magra che interessa la Liguria e la Toscana) e regionali.

Per ogni bacino idrografico (regionale, interregionale o di interesse nazionale) dovrà essere elaborato un piano di bacino (documento 1) che riguardi la difesa dalle acque, la conservazione, la difesa e la valorizzazione del suolo, la salvaguardia della qualità delle acque superficiali e sotterranee e il loro disinquinamento, la compatibilità ambientale dei sistemi produttivi, la salvaguardia dell'ambiente naturale, l'acquisizione e la diffusione dei dati fino all'informazione della pubblica opinione.
Dato l'attuale stato di criticità ambientale, la legge, in attesa del piano di bacino, permette di finanziare interventi concreti e mitigatori di situazioni a rischio attraverso piani triennali ("schemi previsionali e programmatici" - art. 31) o anche interventi urgenti (art. 30). A questo si e già provveduto con una serie di finanziamenti riportati in parte nel documento n. 4.
Per lo stesso motivo sarebbe inoltre indispensabile che in tempi brevi, prima dell'elaborazione del piano di bacino, si predisponesse un prepiano (non espressamente previsto dalla legge), le cui indicazioni, fino dalle fasi iniziali, fossero rese impositive, utilizzando tutti gli strumenti legislativi possibili (ad esempio le possibilità offerte da leggi regionali, come la L.R. Toscana 74/1984, art. 2 e 3, dalla legge 142/90 con i piani di coordinamento territoriale, etc.) al fine di adottare vincoli e provvedimenti cautelari sugli interventi che, comunque finanziati, abbiano manifestamente implicazioni con il piano di bacino, in modo da evitare nuove situazioni compromissorie.

La legge 183/1989 prevede che il piano di bacino debba essere non un semplice studio corredato da proposte di intervento, ma un aggiornamento continuo delle pro­blematiche e delle soluzioni.
Esso, tenendo conto dei diversi livelli istituzionali che operano con specifiche competenze di programmazione (Stato, Autorità di Bacino, Regioni, Province), dovrà rappresentare il necessario coordinamento con gli altri strumenti di pianificazione e di programmazione territoriale.
Una volta che il piano di bacino sarà elaborato e adottato, infatti, gli strumenti di pianificazione settoriale e territoriale indicati all'art. 17, comma 4, della Legge 183/1989 (piani territoriali e programmi regionali - L. 984/1977; piani di risanamento delle acque - L. 319/1976; piani di smaltimento dei rifiuti - DPR 915/1982; piani di disinquinamento; piani di bonifica, etc.) dovranno essere adeguati ad esso.
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Quaderni dell'Autorità di Bacino del fiume Serchio
Luglio 1992

Volume disponibile in copia cartacea presso questo Ente

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