Delibera del Comitato Istituzionale n.128, 3 marzo 2004

 

Adozione di misure di salvaguardia ai sensi della legge 183/1989, Art. 17, comma 6-bis, per il contenimento dell'intrusione del cuneo salino nella fascia costiera del bacino del fiiume Serchio e dell'ingressione delle acque marine e salmastre superficiali nel bacino del lago Massaciuccoli.

Il COMITATO ISTITUZIONALE

VISTA la Legge 18 maggio 1989, n. 183, recante “Norme per il riassetto organizzativo e funzionale della difesa del suolo”;

VISTO il D.M. dei LL.PP. 1 luglio 1989 con il quale il bacino del fiume Serchio è individuato quale bacino pilota, in ottemperanza al disposto dell’art. 30 della suddetta legge n. 183/1989;

VISTA la Legge 7 agosto 1990, n. 253, recante disposizioni integrative della citata legge n.183/1989 ed in particolare l’art. 8, con il quale si stabilisce che al bacino pilota si applicano le disposizioni in materia di funzioni, di organi e di interventi relative ai bacini di rilievo nazionale di cui all’articolo 12 della medesima legge;

VISTO il Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 gennaio 1992 costitutivo dell’Autorità di Bacino pilota del fiume Serchio;
VISTO il Decreto legislativo 12 luglio 1993, n. 275 "Riordino in materia di concessione di acque pubbliche.";

VISTA la Legge 4 dicembre 1993 n° 493, art. 12, comma 3, che integra con i commi 6-bis e 6-ter l’art. 17 della richiamata legge n. 183/1989 e che prevede l’adozione di misure di salvaguardia e l’approvazione del piano di bacino per stralci relativi a settori funzionali, da parte del Comitato Istituzionale, in attesa dell’approvazione del piano;

VISTA la Legge 5 gennaio 1994, n. 36 “Disposizioni in materia di risorse idriche.”;

VISTA la deliberazione del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino pilota del fiume Serchio del 31 ottobre 1995, n. 49 recante l’adozione del progetto di piano di bacino relativo al settore funzionale della “Qualità delle acque”;

VISTO il D.L. 11 giugno 1998, n° 180, convertito con legge 3 agosto 1998, n° 267, come modificato dal D.L. 13 maggio 1999, n° 132, convertito con modifiche con la legge 13 giugno 1999, n° 226;

VISTO il Decreto Legislativo 11 maggio 1999, n. 152 “Disposizioni sulla tutela delle acque dall'inquinamento e
recepimento della direttiva 91/271/CEE concernente il trattamento delle acque reflue urbane e della direttiva 91/676/CEE relativa alla protezione delle acque dall'inquinamento provocato dai nitrati provenienti da fonti agricole" e successive modifiche ed integrazioni;

VISTO il D.L. 12 ottobre 2000, n° 279, convertito con legge 11 dicembre 2000, n° 365;

VISTA la delibera del Comitato Istituzionale dell’Autorità di Bacino del fiume Serchio del 18 dicembre 2001, n. 112 recante l’adozione del Progetto Piano di Bacino, Stralcio “Assetto Idrogeologico”;

PRESO ATTO che nel corso degli anni si è verificato una progressiva espansione della salinizzazione delle acque superficiali e di falda in una vasta area del bacino del lago di Massaciuccoli e nella fascia costiera del bacino del fiume Serchio a causa sia dell’ingressione delle acque salmastre di origine marina attraverso il canale Burlamacca, sia dell’intrusione del cuneo salino al di sotto della duna costiera;

PRESO ATTO che specifici studi condotti dalla Regione Toscana, dall’Autorità di Bacino del fiume Serchio e da altri Enti istituzionali hanno evidenziato che il fenomeno della salinizzazione delle acque superficiali e di falda è favorito sia dai forti prelievi per irrigazione di acqua dal lago e dai canali limitrofi, superiori agli apporti di acqua dolce, sia in parte dagli emungimenti della falda freatica;

CONSIDERATO che l’alimentazione della falda freatica della duna costiera avviene esclusivamente attraverso gli apporti meteorici ed il bilancio idrico preliminare predisposto indica riserve regolatrici limitate che impongono un contenimento degli emungimenti attento e severo attraverso controlli e monitoraggi nel tempo;

CONSIDERATO che attraverso le “porte vinciane”, poste lungo il canale Burlamacca, è consentita la navigazione di transito anche quando il lago si trova ad un livello idrico inferiore al livello medio del mare e che in tali condizioni idriche le porte stesse vengono aperte meccanicamente determinando così l’ingressione di notevoli quantitativi di acqua marina e salmastra;

CONSIDERATO che nelle more dell’approvazione del piano è necessaria l’emanazione di apposita misura di salvaguardia, ai sensi della legge 183/1989, art. 17, comma 6-bis, a modifica ed anticipazione di parte dell’art. 38 (“Protezione delle caratteristiche ambientali del lago di Massaciuccoli”) delle norme del Progetto di Piano di Bacino, Stralcio “Assetto Idrogeologico”;

VISTO il documento predisposto dalla regione Toscana, Ufficio Regionale per il Territorio di Lucca e Massa Carrara, dal titolo “Area critica del bacino del lago di Massaciuccoli”, contenente in particolare l’elenco degli interventi prioritari per la tutela delle acque nel bacino del lago stesso;

VISTO il Piano Regionale di Azione Ambientale 2004-2006 predisposto dalla Regione Toscana ed in particolare l’estratto relativo all'area critica del Bacino del Lago di Massaciuccoli;

VISTO il verbale della seduta del Comitato Tecnico dell’Autorità di Bacino del fiume Serchio del 19 dicembre 2003;

VISTO il verbale della seduta del 3 marzo 2004 di questo Comitato Istituzionale, costituito (ai sensi dell’art. 12, comma 3, della legge 183/1989 e successive modifiche ed integrazioni, dell’art. 8 della Legge 253/1990 e delle decisioni regionali) dai Ministri dell’Ambiente e della Tutela del Territorio, delle Infrastrutture e dei Trasporti, delle Politiche Agricole e Forestali, per i Beni e le Attività Culturali, dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri - per il Coordinamento della Protezione Civile, dal Presidente della Giunta Regionale della Toscana, dai Presidenti delle Amministrazioni Provinciali di Lucca, Pisa e Pistoia, dal rappresentante delle Comunità Montane e dal Segretario Generale;

DELIBERA

Articolo 1

Nuove licenze di attingimento e concessioni di derivazione da acque superficiali

E’ fatto divieto di rilasciare nuove licenze di attingimento e concessioni di derivazione da acque superficiali al fine di non aggravare ulteriormente l’attuale situazione di crisi idrica.
Per nuove licenze di attingimento si intendono quelle richieste per la prima volta e che non siano state interessate da rinnovi precedenti, come stabilito dall'art. 56 del T.U. 1775/1933 e successive integrazioni e specificatamente dall'art. 9 del D.Lgs. 275/1993.

Articolo 2

Rinnovo di concessioni di derivazione da acque superficiali

All'atto del rinnovo di concessioni di derivazione, il competente ufficio dovrà provvedere ad inserire nel disciplinare di concessione le modalità di riduzione dei prelievi nel periodo 15 luglio - 30 settembre, da prevedersi fino al 50%. Nel disciplinare stesso deve essere comunque previsto la possibilità di applicare le disposizioni del 4° comma dell'art. 43 del T.U. 1775/1933, quando l'Autorità di Bacino ritenga che, per eccezionali carenze idriche, si debbano imporre ulteriori limitazioni all'uso delle derivazioni.
Trattandosi di un superiore pubblico interesse, le limitazioni imposte di cui al precedente comma non possono dar atto ad indennizzi ma solo a riduzione o esonero dal pagamento del canone.
L’ufficio competente dovrà assicurarsi che gli elaborati progettuali presentati a corredo della domanda di cui al presente articolo contengano scelte per la razionalizzazione ed il risparmio dei consumi; tali elementi concorreranno positivamente alla formazione del parere di compatibilità dell'Autorità di Bacino.
Tutte le concessioni devono essere dotate di manufatti regolatori, limitatori delle portate prelevate.
Le Province competenti valuteranno, caso per caso, l’opportunità di richiedere l’installazione di misuratori di portata.


Articolo 3

Disposizioni per la tutela della falda acquifera

Nuovi pozzi o incrementi delle portate emunte dai pozzi esistenti, di limitata entità e/o intermittenti, potranno essere autorizzati esclusivamente previo parere vincolante dell’Autorità di Bacino e purchè sia documentato da apposita relazione idrogeologica e prove di pompaggio il mantenimento del livello dinamico di regime ed il recupero totale del pozzo durante il periodo di interruzione dichiarato tra due pompaggi consecutivi.
In deroga a quanto sopra riportato sono consentiti i pozzi ad uso domestico, gli impianti di emungimento provvisori necessari alla realizzazione di scavi sotto falda; quest’ultimi previa puntuale indagine idrogeologica che ne certifichi la compatibilità. Sono inoltre consentiti gli emungimenti necessari al funzionamento degli impianti di condizionamento a condizione che le acque emunte vengano reimmesse nella falda, mediante appositi pozzi di iniezione, previa puntuale progettazione e indagine idrogeologica.
Nelle aree di bonifica è consentito il potenziamento degli impianti idrovori previo parere vincolante dell'Autorità di Bacino.
Le Province competenti valuteranno, caso per caso, l’opportunità di richiedere l’installazione di misuratori di portata.

Articolo 4

Ulteriori deroghe nel rilascio di concessioni di derivazione

In deroga a quanto riportato negli articoli 1,2 e 3 sono ammesse le domande di concessioni preferenziale, disciplinate dal comma 4, art. 1 del D.P.R. 18.02.1999, n. 238 e rilasciate ai sensi dell’art. 4 del Regio Decreto n. 1775/1933, nel cui provvedimento di concessione preferenziale sono previsti i rilasci volti a garantire il minimo deflusso vitale nei corpi idrici e le prescrizioni necessarie ad assicurare l’equilibrio del bilancio idrico (rif. Art. 6-bis, D.Lgs. n. 258/2000)

Articolo 5

Ulteriori azioni a sostegno della qualità delle acque, della tutela e della salvaguardia del lago di Massaciuccoli

Fino all’adeguamento delle “porte vinciane”, poste lungo il Canale Burlamacca, allorché il livello idrico del lago di Massaciuccoli si trovi al di sotto del livello del mare e’ vietata l’apertura delle porte stesse ed è interdetta la navigazione di transito attraverso di esse; l’apertura delle stesse potrà essere consentita solo per esigenze eccezionali che dovranno essere preventivamente autorizzate dalla Provincia di Lucca che provvederà anche all’adozione degli atti necessari a garantire il rispetto di quanto stabilito nel presente comma.
Ai fini dell’attuazione delle presenti misure di salvaguardia e del raggiungimento degli obiettivi della pianificazione di bacino, per contenere la salinizzazione delle acque del lago di Massaciuccoli e della falda idrica, per un periodo transitorio ed in attesa della realizzazione degli interventi strutturali, di cui alla delibera di Comitato Istituzionale n. 129 del 3 marzo 2004, è ritenuto livello minimo di guardia del lago, anche in considerazione delle attuali esigenze agricole, quello corrispondente alla quota di -0,30 metri s.l.m., misurata all’idrometro di Torre del Lago appartenente alla rete di monitoraggio idro-pluviometrico in tempo reale dell’Autorità di Bacino del fiume Serchio.
Al raggiungimento del livello di guardia di cui al precedente comma, le Province di Lucca e di Pisa saranno tenute ad emettere ordinanza di sospensione delle derivazioni dal lago senza che ciò possa dar luogo alla corresponsione di indennizzi da parte della pubblica amministrazione, fatta salva la relativa riduzione del canone demaniale di concessione, così come previsto dal comma 6, art. 22 del D.Lgs. n. 152/1999.
Le Province di Lucca e di Pisa, di concerto con l’Autorità di Bacino, potranno valutare l’opportunità di modificare le condizioni delle concessioni esistenti qualora se ne ravvisasse la necessità.
L’Autorità di Bacino in collaborazione con la Regione Toscana e la Provincia di Lucca, svolgerà un’attività di monitoraggio finalizzata a verificare l’efficacia della soglia di guardia di cui al comma 2 e dei parametri ai fini della tutela dell’acquifero dall’ingressione del cuneo salino.

Articolo 6

Le presenti misure di salvaguardia si applicano in una area comprendente la fascia costiera del bacino del lago di Massaciuccoli che si estende dal fiume di Camaiore a nord fino al corso del fiume Serchio a sud, così come delimitata nella cartografia allegata.
Le aree vincolate ricadono pertanto nei territori ubicati nelle province di Lucca e Pisa ed interessano i comuni di Camaiore (LU), Lucca (LU), Massarosa (LU), Vecchiano (PI) e Viareggio (LU).

Articolo 7

L’elaborato cartografico comprendente le aree interessate dalle presenti misure di salvaguardia è depositato, ai fini della consultazione, presso l’Autorità di Bacino del fiume Serchio ed anche presso le Amministrazioni provinciali di Pisa e di Lucca ed i comuni interessati.

Articolo 8

La presente delibera sarà notificata agli enti locali nei confronti dei quali la stessa è destinata ad esplicare efficacia e sarà pubblicata nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana e nel Bollettino Ufficiale della Regione Toscana.
Roma,

IL SEGRETARIO
(Prof. Raffaello Nardi)

IL PRESIDENTE
Ministro dell’Ambiente e
della Tutela del Territorio
(On. Altero Matteoli)


Allegati:
1 - Delimitazione dell’area soggetta alle misure di salvaguardia per il contenimento del cuneo salino nella fascia costiera del bacino del Fiume Serchio e dell’ingressione delle acque marine e salmastre superficiali nel bacino del lago di Massaciuccoli.

Il Segretario Generale
Raffaello Nardi     
  • Autorità di Bacino pilota del fiume Serchio
  • Via Vittorio Veneto, 1 - 55100 Lucca (LU)
  • Telefono: 0583.462241 0583.952355
  • C.F.: 93014950500 - PEC: bacinoserchio@postacert.toscana.it