Decreto Legislativo 190 del 20 Agosto 2002

Attuazione della L. 21 dicembre 2001, n. 443, per la
realizzazione
delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi strategici e di
interesse
nazionale.

Pubblicato nella Gazz. Uff. 26 agosto 2002, n. 199, S.O.

…Omissis…
Capo I - Infrastrutture ed insediamenti produttivi

1. Oggetto - Definizioni.

1. Il presente decreto legislativo regola la progettazione,
l'approvazione
dei progetti e la realizzazione delle infrastrutture strategiche di
preminente
interesse nazionale, nonché l'approvazione secondo quanto
previsto
dall'articolo 13 dei progetti degli insediamenti produttivi strategici
e delle infrastrutture strategiche private di preminente interesse
nazionale,
individuati a mezzo del programma di cui al comma 1 dell'articolo 1
della
legge 21 dicembre 2001, n. 443. Nell'àmbito del programma
predetto
sono, altresì, individuate, con intese generali quadro tra
il Governo
e ogni singola regione o provincia autonoma, le opere per le quali
l'interesse
regionale è concorrente con il preminente interesse
nazionale. Per
tali opere le regioni o province autonome partecipano, con le
modalità
indicate nelle stesse intese, alle attività di
progettazione, affidamento
dei lavori e monitoraggio, in accordo alle normative vigenti ed alle
eventuali
leggi regionali allo scopo emanate. Rimangono salve le competenze delle
province autonome di Trento e Bolzano previste dallo statuto speciale e
relative norme di attuazione.

2. L'approvazione dei progetti delle infrastrutture ed insediamenti
di cui al comma 1 avviene d'intesa tra lo Stato e le regioni
nell'àmbito
del CIPE allargato ai presidenti delle regioni e province autonome
interessate,
secondo le previsioni della legge 21 dicembre 2001, n. 443, e dei
successivi
articoli del presente decreto legislativo.

3. Le procedure di aggiudicazione delle infrastrutture di cui al comma
1 sono regolate dalle disposizioni del presente decreto legislativo.

4. Le amministrazioni dello Stato, gli enti pubblici nazionali ed i
loro concessionari applicano, per le proprie attività
contrattuali
ed organizzative, relative alla realizzazione delle infrastrutture di
cui
al comma 1, le norme del presente decreto legislativo.

5. Le regioni, le province, i comuni, le città
metropolitane,
gli enti pubblici dagli stessi dipendenti ed i loro concessionari
applicano,
per le proprie attività contrattuali ed organizzative,
diverse da
quelle di cui ai commi 2 e 3, relative alla realizzazione delle
infrastrutture
di cui al comma 1, le norme del presente decreto legislativo fino alla
entrata in vigore di una diversa norma regionale, da emanarsi nel
rispetto
dei princìpi della legge 21 dicembre 2001, n. 443, per tutte
le
materie oggetto di legislazione concorrente. Sono fatte salve le
competenze
dei comuni, delle città metropolitane, delle province e
delle regioni
in materia di progettazione, approvazione e realizzazione delle
infrastrutture
ed insediamenti produttivi diversi da quelli di cui al comma 1.

6. Per quanto non previsto dalla legge 21 dicembre 2001, n. 443, dal
presente decreto legislativo e dai regolamenti di cui all'articolo 15,
alle opere di cui al comma 1 si applicano le disposizioni di cui alla
legge
11 febbraio 1994, n. 109, e successive modificazioni e relativi
regolamenti
e, per i soggetti di cui al comma 5, le leggi regionali regolanti la
materia.

7. Ai fini di cui al presente decreto legislativo:

a) legge delega è la legge 21 dicembre 2001, n. 443;

b) programma è il programma delle infrastrutture e degli
insediamenti
produttivi strategici di preminente interesse nazionale, di cui
all'articolo
1 della legge delega;

c) Ministero è il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti;

d) infrastrutture e insediamenti produttivi sono le infrastrutture
ed insediamenti produttivi inseriti nel programma;

e) opere per le quali l'interesse regionale concorre con il preminente
interesse nazionale sono le infrastrutture, individuate nel programma
di
cui al comma 1, non aventi carattere interregionale o internazionale,
per
le quali sia prevista, nelle intese generali quadro di cui al comma 1,
una particolare partecipazione delle regioni o province autonome alle
procedure
attuative. Hanno carattere interregionale o internazionale le opere da
realizzare sul territorio di più regioni o Stati, ovvero
collegate
funzionalmente ad una rete interregionale o internazionale;

f) fondi, indica le risorse finanziarie - integrative dei finanziamenti
pubblici, anche comunitari e privati allo scopo stimati disponibili -
che
la legge finanziaria annualmente destina alle attività di
progettazione,
istruttoria e realizzazione delle infrastrutture inserite nel
programma;

g) soggetti aggiudicatori sono le amministrazioni aggiudicatrici ai
sensi dell'articolo 1, lettera b) della direttiva 93/37/CEE,
nonché
i soggetti aggiudicatori di cui all'articolo 2 del decreto legislativo
17 marzo 1995, n. 158, competenti alla realizzazione delle
infrastrutture.
Sono altresì soggetti aggiudicatori, ai soli fini di cui
alla presente
legge, i diversi soggetti pubblici o privati assegnatari dei fondi;

h) CIPE è il Comitato interministeriale per la
programmazione
economica, integrato con i presidenti delle regioni e province autonome
di volta in volta interessate dalle singole infrastrutture e
insediamenti
produttivi;

i) legge quadro è la legge 11 febbraio 1994, n. 109, e
successive
modificazioni;

l) regolamento è il decreto del Presidente della Repubblica
21 dicembre 1999, n. 554;

m) concessione è il contratto di cui all'articolo 19 comma
2,
primo periodo della legge 11 febbraio 1994, n. 109, con il quale viene
affidata la progettazione e realizzazione di una infrastruttura a
fronte
unicamente del diritto a gestire l'opera ovvero a fronte di tale
diritto
accompagnato da un prezzo. I concessionari non sono soggetti
aggiudicatori
ai sensi del presente decreto legislativo; gli appalti del
concessionario
sono regolati dalla direttiva 93/37/CEE e dalle successive norme del
presente
decreto;

n) affidamento a contraente generale è il contratto di cui
all'articolo
1, comma 2, lettera f), della legge 21 dicembre 2001, n. 443, con il
quale
viene affidata la progettazione e realizzazione con qualsiasi mezzo di
una infrastruttura rispondente alle esigenze specificate dal soggetto
aggiudicatore.
I contraenti generali non sono soggetti aggiudicatori ai sensi del
presente
decreto legislativo.

2. Attività del Ministero delle infrastrutture e
dei trasporti.

1. Il Ministero promuove le attività tecniche ed
amministrative
occorrenti ai fini della sollecita progettazione e approvazione delle
infrastrutture
e degli insediamenti produttivi ed effettua, con la collaborazione
delle
regioni o province autonome interessate con oneri a proprio carico, le
attività di supporto necessarie per la vigilanza, da parte
del CIPE,
sulla realizzazione delle infrastrutture. Previa intesa da
sottoscriversi
tra il Ministero, di concerto con il Ministero dell'economia e delle
finanze,
le regioni possono provvedere alle attività di progettazione
delle
infrastrutture statali eventualmente anche mediante l'anticipazione dei
finanziamenti previsti dalla legge delega. Nello svolgimento di tali
funzioni
il Ministero impronta la propria attività al principio di
leale
collaborazione con le regioni e le province autonome e con gli enti
locali
interessati e acquisisce, nei casi indicati dal presente decreto
legislativo,
la previa intesa delle regioni o province autonome interessate.

2. Ai fini di cui al comma 1, il Ministero:

a) promuove e riceve le proposte degli altri Ministeri e delle regioni
o province autonome, formulando la proposta di programma da approvare
con
le modalità previste dalla legge delega; promuove e propone
intese
quadro tra Governo e singole regioni o province autonome, al fine del
congiunto
coordinamento e realizzazione delle infrastrutture;

b) promuove la redazione dei progetti delle infrastrutture da parte
dei soggetti aggiudicatori, anche attraverso eventuali opportune intese
o accordi procedimentali tra i soggetti comunque interessati;

c) promuove ed acquisisce il parere istruttorio dei progetti
preliminari
e definitivi da parte dei soggetti competenti a norma del presente
decreto
legislativo e, sulla base dei pareri predetti, cura a sua volta
l'istruttoria
ai fini delle deliberazioni del CIPE, proponendo allo stesso le
eventuali
prescrizioni per la approvazione del progetto. Per le opere di
competenza
dello Stato il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici, o di
altri organi o commissioni consultive, ove richiesto dalle norme
vigenti,
è acquisito sul progetto preliminare;

d) provvede, eventualmente in collaborazione con le regioni, le
province
autonome e gli altri enti interessati con oneri a proprio carico, alle
attività di supporto al CIPE per la vigilanza delle
attività
di affidamento da parte dei soggetti aggiudicatori e della successiva
realizzazione
delle infrastrutture;

e) ove necessario, collabora alle attività dei soggetti
aggiudicatori
o degli enti interessati alle attività istruttorie con
azioni di
indirizzo e supporto, a mezzo delle proprie strutture ovvero a mezzo
dei
commissari straordinari di cui al comma 5;

f) assegna ai soggetti aggiudicatori, a carico dei fondi, le risorse
finanziarie integrative necessarie alle attività
progettuali; propone,
d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze, al CIPE
l'assegnazione
ai soggetti aggiudicatori, a carico dei fondi, delle risorse
finanziarie
integrative necessarie alla realizzazione delle infrastrutture, previa
approvazione del progetto preliminare e nei limiti delle risorse
disponibili.
Per le infrastrutture e gli insediamenti produttivi strategici di
competenza
del Ministero delle attività produttive, le
attività di cui
al presente comma sono svolte d'intesa con il Ministero delle
attività
produttive.

3. Per le attività di cui al presente decreto il Ministero,
ove non vi siano specifiche professionalità interne,
può:

a) avvalersi di una struttura tecnica di missione composta da dirigenti
delle pubbliche amministrazioni, da tecnici individuati dalle regioni o
province autonome territorialmente coinvolte, nonché, sulla
base
di specifici incarichi professionali o rapporti di collaborazione
coordinata
e continuativa, da progettisti ed esperti nella gestione di lavori
pubblici
e privati e di procedure amministrative. La struttura tecnica di
missione
è istituita con decreto del Ministro delle infrastrutture e
dei
trasporti; i costi della struttura tecnica di missione e degli advisor
di cui alla lettera c) sono posti a carico dei fondi con le
modalità
stabilite con il decreto del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, di cui al
comma
6;

b) assumere, per esigenze della struttura medesima, personale di alta
specializzazione e professionalità, previa selezione, con
contratti
a tempo determinato di durata non superiore al quinquennio rinnovabile
per una sola volta;

c) avvalersi, quali advisor, di società specializzate nella
progettazione e gestione di lavori pubblici e privati.

4. Per le attività di cui al presente decreto il Ministero,
inoltre, può:

a) avvalersi della eventuale ulteriore collaborazione che le regioni
o province autonome interessate vorranno offrire, con oneri a proprio
carico;

b) avvalersi, d'intesa con il Ministero dell'economia e delle finanze,
con apposita convenzione ai sensi dell'articolo 47, comma 1, della
legge
28 dicembre 2001, n. 448, della Cassa depositi e prestiti o di
società
da essa controllata per le attività di supporto
tecnico-finanziario
occorrenti al Ministero ed ai soggetti aggiudicatori;

c) richiedere al Ministero dell'economia e delle finanze la
collaborazione
della Unità tecnica finanza di progetto, allo scopo
riorganizzata
con decreto del Ministero dell'economia e delle finanze, anche in
deroga
all'articolo 7, della legge 17 maggio 1999, n. 144, e all'articolo 57
della
legge 23 dicembre 2000, n. 388 .

5. Al fine di agevolare la realizzazione delle infrastrutture e
insediamenti
produttivi, il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti i
Ministri competenti, nonché i presidenti delle regioni o
province
autonome interessate, propone al Presidente del Consiglio dei Ministri
la nomina di commissari straordinari, i quali seguono l'andamento delle
opere e provvedono alle opportune azioni di indirizzo e supporto,
promuovendo
le occorrenti intese tra i soggetti pubblici e privati interessati. Per
le opere non aventi carattere interregionale o internazionale, la
proposta
di nomina del commissario straordinario è formulata d'intesa
con
il presidente della regione o provincia autonoma, o sindaco della
città
metropolitana interessata.

6. Gli oneri derivanti dall'applicazione dei commi 3, 4 e 5 sono posti
a carico dei fondi e sono contenuti nell'àmbito della quota
delle
risorse che annualmente sono destinate allo scopo con decreto del
Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il Ministro
dell'economia
e delle finanze.

7. Il Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti, sentiti i Ministri competenti
nonché,
per le infrastrutture di competenza dei soggetti aggiudicatori
regionali,
i presidenti delle regioni o province autonome interessate, abilita
eventualmente
i commissari straordinari ad adottare, con le modalità ed i
poteri
di cui all'articolo 13 del decreto-legge 25 marzo 1997, n. 67,
convertito,
con modificazioni, dalla legge 23 maggio 1997, n. 135, in sostituzione
dei soggetti competenti, i provvedimenti e gli atti di qualsiasi natura
necessari alla sollecita progettazione, istruttoria, affidamento e
realizzazione
delle infrastrutture e degli insediamenti produttivi.

8. I commissari straordinari riferiscono al Presidente del Consiglio,
al Ministro delle infrastrutture e dei trasporti e al CIPE in ordine
alle
problematiche riscontrate ed alle iniziative assunte ed operano secondo
le direttive dai medesimi impartite e con il supporto del Ministero, e,
ove esistenti, della struttura tecnica di missione e degli advisor,
acquisendo,
per il tramite degli stessi, ogni occorrente studio e parere.

9. Il decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri di nomina del
commissario straordinario individua il compenso ed i costi pertinenti
alle
attività da svolgere dallo stesso, nonché le
modalità
di corresponsione degli stessi, a carico dei fondi,
nell'àmbito
delle risorse di cui al comma 6.

10. Con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri è
istituito, su proposta del Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti,
e senza oneri per il bilancio dello Stato, un gruppo di lavoro allo
scopo
di assicurare ai commissari straordinari che ne facciano richiesta,
l'assistenza
ed il supporto coordinato da parte delle amministrazioni statali e
regionali
interessate.

3. Progetto preliminare - Procedura di VIA e localizzazione.

1. I soggetti aggiudicatori trasmettono al Ministero, entro il termine
di sei mesi dalla approvazione del programma, il progetto preliminare
delle
infrastrutture di competenza; per le opere già previste nel
primo
programma, il termine decorre dalla data di entrata in vigore del
presente
decreto legislativo. Ove sia necessario l'espletamento di procedure di
gara, il termine è elevato a nove mesi. Le risorse
finanziarie occorrenti
per la redazione del progetto preliminare ed eventualmente non
già
disponibili, sono assegnate dal Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti,
di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze, su richiesta
del soggetto aggiudicatore, a valere sulla quota dei fondi destinata
alle
attività progettuali, nei limiti delle risorse disponibili,
anche
a rimborso di somme già anticipate dalle regioni ai sensi
dell'articolo
2, comma 1.

2. Ove il soggetto aggiudicatore intenda sollecitare, per la redazione
del progetto preliminare, la proposta di un promotore, ne dà
immediata
comunicazione al Ministero, ai fini della pubblicazione dell'avviso di
cui all'articolo 8, comma 1.

3. Il progetto preliminare delle infrastrutture, oltre a quanto
già
previsto ai sensi dell'articolo 16 della legge quadro, dovrà
evidenziare,
con apposito adeguato elaborato cartografico, le aree impegnate, le
relative
eventuali fasce di rispetto e le occorrenti misure di salvaguardia,
dovrà
inoltre indicare ed evidenziare anche le caratteristiche prestazionali,
le specifiche funzionali ed i limiti di spesa dell'infrastruttura da
realizzare,
ivi compreso il limite di spesa per le eventuali opere e misure
compensative
dell'impatto territoriale e sociale e dovrà includere le
infrastrutture
ed opere connesse, necessarie alla realizzazione. Ove, ai sensi delle
disposizioni
nazionali o regionali vigenti, l'opera sia soggetta a valutazione di
impatto
ambientale, il progetto preliminare è corredato anche da
studio
di impatto ambientale e, una volta emessi i regolamenti di cui
all'articolo
15, comma 3, degli ulteriori elaborati ivi eventualmente previsti e
reso
pubblico secondo le procedure previste dalla legge nazionale o
regionale
applicabile. Ai fini della approvazione del progetto preliminare non
è
richiesta la comunicazione agli interessati alle attività
espropriative,
di cui all'articolo 11 del decreto del Presidente della Repubblica 8
giugno
2001, n. 327.

4. I soggetti aggiudicatori rimettono il progetto preliminare al
Ministero
e, ove competenti, al Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio,
al Ministero delle attività produttive ed al Ministero per i
beni
e le attività culturali, nonché alle regioni o
province autonome
competenti per territorio. Il medesimo progetto è
altresì
rimesso agli enti gestori delle interferenze ai fini di cui al
successivo
articolo 5. Le amministrazioni interessate rimettono le proprie
valutazioni
al Ministero entro novanta giorni dalla ricezione del progetto
preliminare;
le valutazioni delle amministrazioni competenti in materia ambientale
sono
rese nel rispetto delle previsioni del

Capo II del presente decreto legislativo. Nei successivi sessanta
giorni
il Ministero, acquisito, nei casi previsti, il parere del Consiglio
superiore
dei lavori pubblici o di altra commissione consultiva competente,
formula
la propria proposta al CIPE, che si pronuncia nei successivi trenta
giorni.
Ove non sia pervenuto nel termine prescritto una o più delle
valutazioni
o pareri di cui sopra, il Ministero delle infrastrutture e dei
trasporti
invita i soggetti medesimi a rendere la valutazione o parere entro i
successivi
trenta giorni; in mancanza di riscontro il Ministro formula la propria
proposta al CIPE, con eventuali prescrizioni.

5. Il progetto preliminare non è sottoposto a conferenza di
servizi. Il progetto preliminare, istruito secondo le previsioni del
presente
articolo, è approvato dal CIPE. Il CIPE decide a
maggioranza, con
il consenso, ai fini della intesa sulla localizzazione, dei presidenti
delle regioni e province autonome interessate, che si pronunciano,
sentiti
i comuni nel cui territorio si realizza l'opera. La pronuncia deve
intervenire
nei termini di cui al comma che precede, anche nel caso in cui i comuni
interessati non si siano tempestivamente espressi .

6. In caso di motivato dissenso delle regioni o province autonome
interessate
si procede come segue:

a) per le infrastrutture di carattere interregionale o internazionale,
il progetto preliminare è sottoposto alla valutazione del
Consiglio
superiore dei lavori pubblici, alla cui attività istruttoria
partecipano
i rappresentanti della regione o provincia autonoma interessata. A tale
fine il progetto è rimesso a cura del Ministero al Consiglio
superiore
dei lavori pubblici che, nei quarantacinque giorni dalla ricezione,
valuta
i motivi del dissenso e la eventuale proposta alternativa che, nel
rispetto
delle funzionalità dell'opera, la regione o provincia
autonoma dissenziente
avesse formulato all'atto del dissenso. Il parere del Consiglio
superiore
dei lavori pubblici è rimesso dal Ministro al CIPE, che
assume le
proprie motivate definitive determinazioni entro i successivi trenta
giorni.
Ove anche in questa sede permanga il dissenso della regione o provincia
autonoma, alla approvazione del progetto preliminare si provvede entro
sessanta giorni con decreto del Presidente della Repubblica, previa
deliberazione
del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro delle
infrastrutture
e dei trasporti, e, per le infrastrutture di competenza di altri
Ministeri,
di concerto con il Ministro delle attività produttive o
altro Ministro
competente per materia, sentita la Commissione parlamentare per le
questioni
regionali;

b) per le altre infrastrutture ed insediamenti produttivi, in caso
di dissenso delle regioni o province autonome interessate, si provvede,
entro i successivi sei mesi ed a mezzo di un collegio tecnico
costituito
d'intesa tra il Ministero e la regione o provincia autonoma
interessata,
ad una nuova valutazione del progetto preliminare e della eventuale
proposta
alternativa che, nel rispetto delle funzionalità dell'opera,
la
regione o provincia autonoma dissenziente avesse formulato all'atto del
dissenso. Ove permanga il dissenso sul progetto preliminare, il
Ministro
delle infrastrutture e dei trasporti propone al CIPE, d'intesa con la
regione
o provincia autonoma interessata, la sospensione della infrastruttura o
insediamento produttivo, in attesa di nuova valutazione in sede di
aggiornamento
del programma, ovvero l'avvio della procedura prevista in caso di
dissenso
sulle infrastrutture o insediamenti produttivi di carattere
interregionale
o internazionale.

7. L'approvazione determina, ove necessario ai sensi delle vigenti
norme, l'accertamento della compatibilità ambientale
dell'opera
e perfeziona, ad ogni fine urbanistico ed edilizio, l'intesa
Stato-regione
sulla sua localizzazione, comportando l'automatica variazione degli
strumenti
urbanistici vigenti ed adottati; gli enti locali provvedono alle
occorrenti
misure di salvaguardia delle aree impegnate e delle relative eventuali
fasce di rispetto. Ai fini ambientali, si applica l'articolo 18, comma
6.

8. Per tutte le infrastrutture, l'autorizzazione di cui all'articolo
15 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327,
può
essere estesa al compimento di ricerche archeologiche, bonifica di
ordigni
bellici, bonifica dei siti inquinati e può essere rilasciata
dalla
autorità espropriante ovvero dal concessionario delegato
alle attività
espropriative, ai soggetti o alle società incaricate della
predetta
attività anche prima della redazione del progetto
preliminare. Le
ricerche archeologiche sono compiute sotto la vigilanza delle
competenti
soprintendenze, che curano la tempestiva programmazione delle ricerche
ed il rispetto della medesima, allo scopo di evitare ogni ritardo
all'avvio
delle opere.

9. Ove, ai fini della progettazione delle infrastrutture, sia
necessaria
l'escavazione di cunicoli esplorativi, l'autorizzazione alle
attività
relative, ivi inclusa la installazione dei cantieri e la individuazione
dei siti di deposito, è rilasciata dal Ministro delle
infrastrutture
e dei trasporti, d'intesa con il presidente della regione o provincia
autonoma
interessata, ed ha gli effetti dell'articolo 4, comma 5. In caso di
mancata
intesa nei trenta giorni dalla richiesta la autorizzazione è
rimessa
al CIPE, che si pronuncia nei successivi trenta giorni, con le
modalità
di cui ai commi 5 e 6. I risultati dell'attività
esplorativa, significativi
a livello ambientale, sono altresì comunicati al Ministero
dell'ambiente
e della tutela del territorio ai fini della procedura di valutazione di
impatto ambientale.

4. Progetto definitivo - Pubblica utilità
dell'opera.

1. Il progetto definitivo delle infrastrutture è integrato
da
una relazione del progettista attestante la rispondenza al progetto
preliminare
ed alle eventuali prescrizioni dettate in sede di approvazione dello
stesso
con particolare riferimento alla compatibilità ambientale ed
alla
localizzazione dell'opera. È corredato inoltre dalla
definizione
delle eventuali opere e misure mitigatrici e compensative dell'impatto
ambientale, territoriale e sociale.

2. L'avvio del procedimento di dichiarazione di pubblica
utilità
è comunicato dal soggetto aggiudicatore, o per esso dal
concessionario
o contraente generale, ai privati interessati alle attività
espropriative
ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241; la comunicazione
è effettuata
con le stesse forme previste per la partecipazione alla procedura di
valutazione
di impatto ambientale dall'articolo 5 del decreto del Presidente del
Consiglio
dei Ministri 10 agosto 1988, n. 377. Nel termine perentorio di sessanta
giorni dalla comunicazione di avvio del procedimento, i privati
interessati
dalle attività espropriative possono presentare osservazioni
al
soggetto aggiudicatore, che dovrà valutarle per ogni
conseguente
determinazione. Le disposizioni del presente comma derogano alle
disposizioni
degli articoli 11 e 16 del decreto del Presidente della Repubblica 8
giugno
2001, n. 327.

3. Il progetto definitivo è rimesso da parte del soggetto
aggiudicatore,
del concessionario o contraente generale a ciascuna delle
amministrazioni
interessate dal progetto rappresentate nel CIPE ed a tutte le ulteriori
amministrazioni competenti a rilasciare permessi ed autorizzazioni di
ogni
genere e tipo, nonché ai gestori di opere interferenti. Nel
termine
perentorio di novanta giorni dal ricevimento del progetto le pubbliche
amministrazioni competenti ed i gestori di opere interferenti possono
presentare
motivate proposte di adeguamento o richieste di prescrizioni per il
progetto
definitivo o di varianti migliorative che non modificano la
localizzazione
e le caratteristiche essenziali delle opere, nel rispetto dei limiti di
spesa e delle caratteristiche prestazionali e delle specifiche
funzionali
individuati in sede di progetto preliminare. Le proposte e richieste
sono
acquisite dal Ministero a mezzo di apposita Conferenza di servizi,
convocata
non prima di trenta giorni dal ricevimento del progetto da parte dei
soggetti
interessati e conclusa non oltre il termine di novanta giorni di cui al
presente comma.

4. La Conferenza di servizi di cui al comma 3 ha finalità
istruttoria
e ad essa non si applicano le previsioni degli articoli 14 e seguenti
della
legge 7 agosto 1999, n. 241, in materia di Conferenza di servizi. Nei
novanta
giorni successivi alla conclusione della Conferenza di servizi il
Ministero
valuta la compatibilità delle proposte e richieste pervenute
entro
il termine di cui al comma 3 da parte delle pubbliche amministrazioni
competenti
e dei gestori di opere interferenti con le indicazioni vincolanti
contenute
nel progetto preliminare approvato e formula la propria proposta al
CIPE
che, nei trenta giorni successivi, approva, con eventuali integrazioni
o modificazioni, il progetto definitivo, anche ai fini della
dichiarazione
di pubblica utilità.

5. L'approvazione del progetto definitivo, adottata con il voto
favorevole
della maggioranza dei componenti il CIPE, sostituisce ogni altra
autorizzazione,
approvazione e parere comunque denominato e consente la realizzazione
e,
per gli insediamenti produttivi strategici, l'esercizio di tutte le
opere,
prestazioni e attività previste nel progetto approvato. In
caso
di dissenso della regione o provincia autonoma, si provvede con le
modalità
di cui all'articolo 3, comma 6. Gli enti locali provvedono
all'adeguamento
definitivo degli elaborati urbanistici di competenza ed hanno
facoltà
di chiedere al soggetto aggiudicatore o al concessionario o contraente
generale di porre a disposizione gli elaborati a tale fine necessari.

5. Interferenze.

1. Ad integrazione e parziale deroga delle previsioni di cui
all'articolo
25 del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001, n. 327,
alla
programmazione e gestione della risoluzione delle interferenze alla
realizzazione
delle infrastrutture si provvede secondo le previsioni del presente
articolo.

2. Il progetto preliminare è rimesso, a cura del soggetto
aggiudicatore,
agli enti gestori delle interferenze già note o prevedibili.
Gli
enti gestori hanno l'obbligo di verificare e segnalare al soggetto
aggiudicatore
la sussistenza di interferenze non rilevate con il sedime della
infrastruttura
o insediamento produttivo, di collaborare con il soggetto aggiudicatore
per lo sviluppo del progetto delle opere pertinenti le interferenze
rilevate
e di dare corso, a spese del soggetto aggiudicatore, alle
attività
progettuali di propria competenza.

3. Il progetto definitivo è corredato dalla indicazione
delle
interferenze, rilevate dal soggetto aggiudicatore e, in mancanza,
indicate
dagli enti gestori nel termine di novanta giorni di cui all'articolo 4,
comma 3, nonché dal programma degli spostamenti ed
attraversamenti
e di quant'altro necessario alla risoluzione delle interferenze.

4. I gestori di servizi pubblici e di infrastrutture destinate al
pubblico
servizio devono rispettare il programma di risoluzione delle
interferenze
di cui al comma 3 approvato dal CIPE unitamente al progetto definitivo,
anche indipendentemente dalla stipula di eventuali convenzioni
regolanti
la risoluzione delle interferenze, sempreché il soggetto
aggiudicatore
si impegni a mettere a disposizione in via anticipata le risorse
occorrenti.

5. In caso di mancato rispetto del programma di cui al comma 4, ovvero
di mancata segnalazione ai sensi del comma 2, il soggetto gestore ha
l'obbligo
di risarcire i danni subiti dal soggetto aggiudicatore per il
conseguente
impedimento al regolare svolgimento dei lavori; il soggetto
aggiudicatore
ha inoltre facoltà di attivare le procedure di cui
all'articolo
25, comma 4, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001,
n. 327, chiedendo al Prefetto, ovvero al Ministero, la convocazione,
entro
dieci giorni, del gestore inadempiente al programma di risoluzione
delle
interferenze .

6. Modalità di realizzazione.

1. In deroga alle previsioni di cui all'articolo 19 della legge quadro,
la realizzazione delle infrastrutture è oggetto di:

a) concessione di costruzione e gestione;

b) affidamento unitario a contraente generale .

7. Concessione.

1. La concessione di costruzione e gestione di infrastrutture
è
regolata dagli articoli 19, 20, 21 e dal 37-bis al 37-nonies,
nonché
dalle altre norme dettate in materia dalla legge quadro, modificate ed
integrate come previsto dal presente articolo.

2. Il concessionario assume a proprio carico il rischio di gestione
dell'opera. Il prezzo eventualmente da accordare al concessionario e la
durata della concessione sono determinati, nel bando di gara, sulla
base
del piano economico finanziario e costituiscono, come previsto al
successivo
articolo 10, comma 4, parametri di aggiudicazione della concessione.
Nella
determinazione del prezzo si tiene conto della eventuale prestazione di
beni e servizi da parte del concessionario allo stesso soggetto
aggiudicatore,
relativamente all'opera concessa, secondo le previsioni del bando di
gara.

3. Nei rapporti del concessionario con i propri appaltatori:

a) il soggetto aggiudicatore può alternativamente:

imporre al concessionario di affidare a terzi appalti corrispondenti
ad una percentuale minima del 30% del valore globale dei lavori, pur
prevedendo
la facoltà per i candidati di aumentare tale percentuale in
sede
di offerta. Detta percentuale minima deve figurare nel contratto;

invitare i candidati a dichiarare la percentuale, ove sussista, del
valore globale dei lavori che essi intendono affidare a terzi;

b) le procedure di appalto del concessionario ed i rapporti dello
stesso
concessionario con i propri appaltatori o con il proprio contraente
generale,
sono regolate esclusivamente dalle:

norme regolanti gli appalti del concessionario di cui alla direttiva
93/37/CEE del Consiglio, del 14 giugno 1993;

norme di qualificazione degli appaltatori e subappaltatori di cui al
decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34;

verifiche antimafia, da espletarsi nei confronti degli affidatari e
subaffidatari di lavori. I rapporti tra concessionario e appaltatore o
contraente generale sono rapporti di diritto privato disciplinati dal
contratto
e dalle norme del codice civile regolanti l'appalto; alle stesse
procedure
e rapporti non si applicano le norme della legge quadro e del
regolamento;

c) i rapporti di collegamento del concessionario con le imprese
esecutrici
dei lavori sono individuati e regolati dall'articolo 3, comma 6, della
medesima direttiva 93/37/CEE. L'elenco limitativo di tali imprese
è
unito alle candidature per la concessione. Tale elenco è
aggiornato
in funzione delle modifiche che intervengono successivamente nei
collegamenti
tra le imprese. Ove il concessionario si avvalga per la realizzazione
delle
opere, di un contraente generale, ai rapporti tra concessionario e
contraente
generale si applicano i commi 7, 8 e 9 dell'articolo 9 del presente
decreto.
Ove il contraente generale sia un'impresa collegata al concessionario,
deve assicurare il subaffidamento a terzi delle quote ad essi riservate
in sede di gara ovvero ai sensi del comma 4; il subaffidamento delle
quote
predette dovrà avvenire con la procedura prevista per gli
appalti
del concessionario dalla direttiva 93/37/CEE.

4. Per le concessioni già affidate, relative ad
infrastrutture,
ovvero rinnovate e prorogate ai sensi della legislazione vigente, i
concessionari
sono tenuti ad appaltare a terzi una percentuale minima del quaranta
per
cento dei lavori. È fatto divieto ai soggetti di cui al
comma 2,
lettera a), della legge quadro, di procedere ad estensioni dei lavori
affidati
in concessione al di fuori delle ipotesi consentite dalla direttiva
93/37/CEE,
previo aggiornamento degli atti convenzionali sulla base di uno schema
predisposto dal Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Di tale
aggiornamento deve essere data comunicazione al Parlamento.

5. Le disposizioni di cui al presente articolo si applicano anche alle
concessioni, relative ad infrastrutture, già affidate al
momento
di entrata in vigore del presente decreto e derogano agli articoli 24 e
25 della legge quadro.

8. Promotore.

1. Il Ministero pubblica sul proprio sito informatico e, una volta
istituito, sul sito informatico individuato dal Presidente del
Consiglio
dei Ministri ai sensi dell'articolo 24 della legge 24 novembre 2000, n.
340, nonché nelle Gazzette Ufficiali italiana e comunitaria,
la
lista delle infrastrutture per le quali il soggetto aggiudicatore
ritiene
di sollecitare la presentazione di proposte da parte di promotori ai
sensi
dell'articolo 37-bis della legge quadro, precisando, per ciascuna
infrastruttura,
il termine non inferiore a quattro mesi entro il quale i promotori
possono
presentare le proposte nonché l'ufficio competente a
riceverle e
presso il quale gli interessati possono ottenere le informazioni
ritenute
utili.

2. Il soggetto aggiudicatore non prende in esame le proposte pervenute
oltre la scadenza del termine. È comunque facoltà
del promotore
presentare proposta per opere per le quali non sia stato pubblicato
l'avviso
nei termini di cui all'articolo 37-bis della legge quadro.

3. Il soggetto aggiudicatore, ove valuti la proposta di pubblico
interesse
ai sensi dell'articolo 37-ter della legge quadro, promuove, ove
necessaria,
la procedura di valutazione di impatto ambientale e quella di
localizzazione
urbanistica, ai sensi dell'articolo 3. A tale fine, il promotore
integra
il progetto preliminare con lo studio d'impatto ambientale e
quant'altro
necessario alle predette procedure.

4. Il CIPE valuta la proposta del promotore, unitamente al progetto
preliminare, nei tempi e modi di cui all'articolo 3. Ove ritenga di non
approvare la proposta, la rimette al soggetto aggiudicatore ai fini
dell'eventuale
espletamento di una nuova istruttoria o per la realizzazione dell'opera
con diversa procedura; in ogni caso, sono rimborsati al promotore i
costi
della integrazione del progetto richiesta dal soggetto aggiudicatore a
norma del comma 3.

5. La gara di cui all'articolo 37-quater della legge quadro
è
bandita entro un mese dalla delibera di approvazione del progetto
preliminare
da parte del CIPE ed è regolata dall'articolo 10 del
presente decreto
legislativo.

9. Affidamento a contraente generale.

1. Con il contratto di cui all'articolo 6, comma 1, lettera b), il
soggetto aggiudicatore, in deroga all'articolo 19 della legge quadro,
affida
ad un soggetto dotato di adeguata esperienza e qualificazione nella
costruzione
di opere nonché di adeguata capacità
organizzativa, tecnico-realizzativa
e finanziaria la realizzazione con qualsiasi mezzo dell'opera, nel
rispetto
delle esigenze specificate nel progetto preliminare o nel progetto
definitivo
redatto dal soggetto aggiudicatore e posto a base di gara, contro un
corrispettivo
pagato in tutto o in parte dopo l'ultimazione dei lavori.

2. Il contraente generale provvede:

a) allo sviluppo del progetto definitivo ed alle attività
tecnico
amministrative occorrenti al soggetto aggiudicatore per pervenire alla
approvazione dello stesso da parte del CIPE, ove detto progetto non sia
stato posto a base di gara;

b) alla acquisizione delle aree di sedime; la delega di cui
all'articolo
6, comma 8, del decreto del Presidente della Repubblica 8 giugno 2001,
n. 327, in assenza di un concessionario, può essere
accordata al
contraente generale;

c) alla progettazione esecutiva;

d) alla esecuzione con qualsiasi mezzo dei lavori ed alla loro
direzione;

e) al prefinanziamento, in tutto o in parte, dell'opera da realizzare;

f) ove richiesto, alla individuazione delle modalità
gestionali
dell'opera e di selezione dei soggetti gestori;

g) alla indicazione, al soggetto aggiudicatore, del piano degli
affidamenti,
delle espropriazioni, delle forniture di materiale e di tutti gli altri
elementi utili a prevenire le infiltrazioni della
criminalità, secondo
le forme stabilite tra quest'ultimo e gli organi competenti in materia.

3. Il soggetto aggiudicatore provvede:

a) alle attività necessarie alla approvazione del progetto
definitivo
da parte del CIPE, ove detto progetto non sia stato posto a base di
gara;

b) alla approvazione del progetto esecutivo e delle varianti;

c) alla alta sorveglianza sulla realizzazione delle opere;

d) al collaudo delle stesse;

e) alla stipulazione di appositi accordi con gli organi competenti
in materia di sicurezza nonché di prevenzione e repressione
della
criminalità, finalizzati alla verifica preventiva del
programma
di esecuzione dei lavori in vista del successivo monitoraggio di tutte
le fasi di esecuzione delle opere e dei soggetti che le realizzano.

4. Il contraente generale risponde nei confronti del soggetto
aggiudicatore
della corretta e tempestiva esecuzione dell'opera, secondo le
successive
previsioni del presente decreto. I rapporti tra soggetto aggiudicatore
e contraente generale sono regolati, per quanto non previsto dalla
legge
delega, dal presente decreto e dall'integrazione del regolamento di cui
all'articolo 15, dalle norme della direttiva 93/37/CEE o del decreto
legislativo
17 marzo 1995, n. 158, dagli atti di gara e dalle norme del codice
civile
regolanti l'appalto.

5. Alle varianti del progetto affidato al contraente generale non si
applicano gli articoli 24 e 25 della legge quadro; esse sono regolate
dalla
direttiva 93/37/CEE o dal decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158, e
dalle disposizioni seguenti:

a) restano a carico del contraente generale le eventuali varianti
necessarie
ad emendare i vizi o integrare le omissioni del progetto redatto dallo
stesso ed approvato dal soggetto aggiudicatore, mentre restano a carico
del soggetto aggiudicatore le eventuali varianti indotte da forza
maggiore,
sorpresa geologica o sopravvenute prescrizioni di legge o di enti terzi
o comunque richieste dal soggetto aggiudicatore;

b) al di fuori dei casi di cui alla lettera a), il contraente generale
può proporre al soggetto aggiudicatore le varianti
progettuali o
le modifiche tecniche ritenute dallo stesso utili a ridurre il tempo o
il costo di realizzazione delle opere; il soggetto aggiudicatore
può
rifiutare la approvazione delle varianti o modifiche tecniche ove
queste
non rispettino le specifiche tecniche e le esigenze del soggetto
aggiudicatore,
specificate nel progetto posto a base di gara, o comunque determinino
peggioramento
della funzionalità, durabilità,
manutenibilità e sicurezza
delle opere, ovvero comportino maggiore spesa a carico del soggetto
aggiudicatore
o ritardo del termine di ultimazione.

6. Il contraente generale provvede alla esecuzione unitaria delle
attività
di cui al comma 2 direttamente ovvero, se costituito da più
soggetti,
a mezzo della società di progetto di cui al comma 10; i
rapporti
del contraente generale con i terzi sono rapporti di diritto privato,
cui
non sono applicabili le norme della legge quadro e del relativo
regolamento,
salvo per quanto previsto dalla legge delega, dal presente decreto e
dalla
integrazione del regolamento di cui all'articolo 15. Al contraente
generale
che sia esso stesso soggetto aggiudicatore in forza delle normative
comunitarie
si applicano le disposizioni di cui alla direttiva 93/37/CEE, ovvero al
decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 158.

7. Il contraente generale può eseguire i lavori affidati
direttamente,
nei limiti della qualificazione posseduta a norma del decreto del
Presidente
della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, ovvero mediante affidamento a
soggetti terzi. I terzi affidatari di lavori del contraente generale
devono
a loro volta possedere i requisiti di qualificazione prescritti dal
predetto
decreto del Presidente della Repubblica 25 gennaio 2000, n. 34, e
possono
subaffidare i lavori nei limiti ed alle condizioni previste per gli
appaltatori
di lavori pubblici; l'articolo 18 della legge 19 marzo 1990, n. 55, si
applica ai predetti subaffidamenti. Il soggetto aggiudicatore richiede
al contraente generale di individuare ed indicare, in sede di offerta,
le imprese esecutrici di una quota non inferiore al trenta per cento
degli
eventuali lavori che il contraente generale prevede di eseguire
mediante
affidamento a terzi.

8. L'affidamento al contraente generale, nonché gli
affidamenti
e subaffidamenti di lavori del contraente generale, sono soggetti alle
verifiche antimafia, con le modalità previste per i lavori
pubblici.

9. Il soggetto aggiudicatore verifica periodicamente il regolare
adempimento
degli obblighi contrattuali del contraente generale verso i propri
affidatari;
ove risulti la inadempienza del contraente generale, il soggetto
aggiudicatore
ha facoltà di applicare una detrazione sui successivi
pagamenti
e procedere al pagamento diretto all'affidatario, nonché di
applicare
le eventuali diverse sanzioni previste in contratto.

10. Per il compimento delle proprie prestazioni il contraente generale,
ove composto da più soggetti, costituisce una
società di
progetto in forma di società, anche consortile, per azioni o
a responsabilità
limitata. La società è regolata dall'articolo
37-quinquies
della legge quadro e dalle successive disposizioni del presente
articolo.
Alla società possono partecipare, oltre ai soggetti
componenti il
contraente generale, istituzioni finanziarie, assicurative e tecnico
operative
preventivamente indicate in sede di gara. La società
così
costituita subentra nel rapporto al contraente generale senza alcuna
autorizzazione,
salvo le verifiche antimafia e senza che il subentro costituisca
cessione
di contratto; salvo diversa previsione del contratto, i soggetti
componenti
il contraente generale restano solidalmente responsabili con la
società
di progetto nei confronti del soggetto aggiudicatore per la buona
esecuzione
del contratto. In alternativa, la società di progetto
può
fornire al soggetto aggiudicatore garanzie bancarie ed assicurative per
la restituzione delle somme percepite in corso d'opera, liberando in
tal
modo i soci. Tali garanzie cessano alla data di emissione del
certificato
di collaudo dell'opera. Il capitale minimo della società di
progetto
è indicato nel bando di gara.

11. Il contratto stabilisce le modalità per la eventuale
cessione
delle quote della società di progetto, fermo restando che i
soci
che hanno concorso a formare i requisiti per la qualificazione sono
tenuti
a partecipare alla società ed a garantire, nei limiti del
contratto,
il buon adempimento degli obblighi del contraente generale, sino a che
l'opera sia realizzata e collaudata. L'ingresso nella
società di
progetto e lo smobilizzo di partecipazioni da parte di istituti bancari
ed altri investitori istituzionali che non abbiano concorso a formare i
requisiti per la qualificazione può tuttavia avvenire in
qualsiasi
momento. Il soggetto aggiudicatore non può opporsi alla
cessione
di crediti effettuata dal contraente generale nell'ipotesi di cui
all'articolo
26, comma 5, della legge quadro.

12. Il bando determina la quota di valore dell'opera che deve essere
realizzata dal contraente generale con anticipazione di risorse proprie
ed i tempi ed i modi di pagamento del prezzo. Per il finanziamento
della
predetta quota, il contraente generale o la società di
progetto
possono emettere obbligazioni, previa autorizzazione degli organi di
vigilanza,
anche in deroga ai limiti dell'articolo 2410 del codice civile. Il
soggetto
aggiudicatore garantisce il pagamento delle obbligazioni emesse, nei
limiti
del proprio debito verso il contraente generale quale risultante da
stati
di avanzamento emessi ovvero dal conto finale o dal certificato di
collaudo
dell'opera; le obbligazioni garantite dal soggetto aggiudicatore
possono
essere utilizzate per la costituzione delle riserve bancarie o
assicurative
previste dalla legislazione vigente. Le modalità di
operatività
della garanzia di cui al terzo periodo del presente comma sono
stabilite
con decreto del Ministro dell'economia e delle finanze, di concerto con
il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti. Le garanzie prestate
dallo Stato ai sensi del presente comma sono inserite nell'elenco
allegato
allo stato di previsione del Ministero dell'economia e delle finanze,
di
cui all'articolo 13 della legge 5 agosto 1978, n. 468, e successive
modificazioni
ed integrazioni.

13. Il contraente generale presta, una volta istituita, la garanzia
globale di esecuzione di cui all'articolo 30, comma 7-bis della legge
quadro,
che deve comprendere la possibilità per il garante, in caso
di fallimento
o inadempienza del contraente generale, di far subentrare nel rapporto
altro soggetto idoneo in possesso dei requisiti di contraente generale,
scelto direttamente dal garante stesso.

10. Procedure di aggiudicazione.

1. L'aggiudicazione delle concessioni e degli affidamenti a contraente
generale avviene, a scelta del soggetto aggiudicatore, mediante
licitazione
privata o appalto concorso; per la scelta della procedura non
è
richiesto il parere del Consiglio superiore dei lavori pubblici.

2. Per l'affidamento delle concessioni si pone a base di gara il
progetto
preliminare; per l'affidamento a contraente generale si pone a base di
gara il progetto preliminare ovvero quello definitivo. In ogni caso,
per
la procedura di appalto-concorso si pone a base di gara il progetto
preliminare.

3. I soggetti aggiudicatori possono stabilire ed indicare nel bando
di gara, in relazione all'importanza e alla complessità
delle opere
da realizzare, il numero minimo e massimo di concorrenti che verranno
invitati
a presentare offerta. Nel caso in cui le domande di partecipazione
superino
il predetto numero massimo, i soggetti aggiudicatori individuano i
soggetti
da invitare redigendo una graduatoria di merito sulla base di criteri
oggettivi
predefiniti nel bando di gara. In ogni caso, il numero minimo di
concorrenti
da invitare non potrà essere inferiore a cinque.

4. L'aggiudicazione dei contratti di cui al comma 1 avviene:

al prezzo più basso ovvero all'offerta economicamente
più
vantaggiosa, individuata sulla base di una pluralità di
criteri
fra i quali:

a) il prezzo;

b) il valore tecnico ed estetico delle varianti;

c) il tempo di esecuzione;

d) il costo di utilizzazione e di manutenzione;

e) per le concessioni, il rendimento, la durata della concessione,
le modalità di gestione, il livello e i criteri di
aggiornamento
delle tariffe da praticare all'utenza, nonché l'eventuale
prestazione
di beni e servizi a norma dell'articolo 7, comma 2;

f) ulteriori elementi individuati in relazione al carattere specifico
delle opere da realizzare.

Il soggetto aggiudicatore menziona, nel capitolato d'oneri o nel bando
di gara, tutti i criteri di aggiudicazione di cui prevede
l'applicazione
nell'ordine decrescente dell'importanza che è loro
attribuita.

5. Per i soggetti aggiudicatori operanti nei settori di cui al decreto
legislativo 17 marzo 1995, n. 158, si applicano, per quanto non
previsto
nel presente articolo, le norme di cui al decreto legislativo 17 marzo
1995, n. 158.

6. Per tutti gli altri soggetti aggiudicatori si applicano, per quanto
non previsto nel presente articolo, le norme di cui alla direttiva
93/37/CEE
del Consiglio del 16 giugno 1993.

7. Le predette disposizioni derogano agli articoli 2, 8, 19, 20, 21,
23, 24 e 25 della legge quadro.

8. Per l'affidamento di servizi, anche di progettazione, pertinenti
le infrastrutture, di ammontare superiore alla soglia di applicazione
della
normativa comunitaria in materia, i soggetti aggiudicatori applicano le
norme di cui al decreto legislativo 17 marzo 1995, n. 157, ovvero, se
operanti
nei settori ivi previsti, le norme di cui al decreto legislativo 17
marzo
1995, n. 158; per gli stessi servizi non si applicano i commi 10, 11 e
12 dell'articolo 17 della legge quadro.

11. Collaudo.

1. Al collaudo delle infrastrutture si provvede con le
modalità
e nei termini previsti dalla legge quadro.

2. Per le infrastrutture di grande rilevanza o complessità,
il soggetto aggiudicatore può autorizzare le commissioni di
collaudo
ad avvalersi dei servizi di supporto e di indagine di soggetti
specializzati
nel settore. Gli oneri relativi sono a carico dei fondi con le
modalità
ed i limiti stabiliti con decreto del Ministro delle infrastrutture e
dei
trasporti, di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze.
L'affidatario
del supporto al collaudo non può avere rapporti di
collegamento
con chi ha progettato, diretto, sorvegliato o eseguito in tutto o in
parte
l'infrastruttura .

12. Risoluzione delle controversie.

1. Tutte le controversie relative all'esecuzione dei contratti la
realizzazione
delle infrastrutture possono essere risolte mediante arbitrato rituale
di diritto. Al giudizio arbitrale si applicano, salvo quanto disposto
nel
presente articolo, le disposizioni del codice di procedura civile.

2. Qualora sussista la competenza arbitrale, il giudizio è
demandato
ad un collegio composto da tre membri.

3. Ciascuna delle parti, nella domanda di arbitrato o nell'atto di
resistenza, nomina l'arbitro di propria competenza scelto fra
professionisti
aventi particolare esperienza nella materia dei lavori pubblici.

4. Il terzo arbitro con funzioni di presidente del collegio arbitrale
è nominato, d'accordo, dagli arbitri di parte o dalle parti
stesse,
tra i magistrati amministrativi e contabili, nonché tra gli
avvocati
dello Stato nel caso in cui non ne sia stato nominato uno quale arbitro
di parte e l'Avvocatura dello Stato non sia difensore di una delle
parti
in giudizio. In caso di mancato accordo, ad iniziativa della parte
più
diligente, provvede la camera arbitrale per i lavori pubblici di cui
all'articolo
32 della legge quadro e successive modificazioni, scegliendo il terzo
arbitro
nell'albo previsto dal decreto del Presidente della Repubblica 21
dicembre
1999, n. 554.

5. Il collegio arbitrale provvede alla nomina del segretario in persona
di propria fiducia e, quando occorra, alla nomina del consulente
tecnico
di ufficio, scelto nell'àmbito dell'apposito elenco tenuto
dalla
camera arbitrale.

6. I compensi spettanti agli arbitri sono determinati con il
regolamento
di cui all'articolo 15.

13. Insediamenti produttivi e infrastrutture private
strategiche per
l'approvvigionamento energetico.

1. Gli insediamenti produttivi e le infrastrutture private strategiche
inclusi nel programma sono opere private di preminente interesse
nazionale;
alla intesa Stato-regione per la localizzazione delle stesse ad ogni
fine
urbanistico ed edilizio, alla valutazione di impatto ambientale, ove
necessaria,
nonché al conseguimento di ogni altro parere e permesso,
comunque
denominato, necessario alla realizzazione degli insediamenti produttivi
e delle infrastrutture private strategiche si provvede con le
modalità
di cui agli articoli 3 e 4 del presente decreto legislativo;
contestualmente
all'approvazione del progetto definitivo, ovvero con successiva eguale
procedura, il realizzatore dell'insediamento produttivo o
dell'infrastruttura
privata strategica può richiedere e conseguire tutte le
autorizzazioni
ed i permessi necessari all'esercizio dell'insediamento stesso.

2. Per la localizzazione, la VIA, l'approvazione dei progetti e la
dichiarazione di pubblica utilità delle infrastrutture
strategiche
per l'approvvigionamento energetico, incluse nel programma di cui
all'articolo
1, si applicano le disposizioni di cui ai commi seguenti.

3. Il soggetto aggiudicatore, o per esso, il concessionario o
contraente
generale, trasmette al Ministero e al Ministero delle
attività produttive,
entro il termine di sei mesi dall'approvazione del programma, il
progetto
delle infrastrutture di competenza. Il progetto è trasmesso
altresì
alle amministrazioni interessate rappresentate nel CIPE ed alle
ulteriori
amministrazioni competenti a rilasciare permessi e autorizzazioni
necessari
alla realizzazione ed all'esercizio delle opere, nonché ai
gestori
di opere interferenti. Nei casi in cui, ai sensi delle disposizioni
vigenti,
l'opera è soggetta a VIA, il progetto contiene tutti gli
elementi
necessari ai fini dello svolgimento delle relative procedure ed
è
corredato dallo studio di impatto ambientale che è reso
pubblico
secondo le procedure vigenti. Il progetto evidenzia con adeguato
elaborato
cartografico le aree impegnate, le eventuali fasce di rispetto e le
necessarie
misure di salvaguardia. L'avvio del procedimento, anche ai fini della
dichiarazione
di pubblica utilità, è comunicato dal soggetto
aggiudicatore
o, per esso, dal concessionario o contraente generale, ai privati
interessati
ai sensi della legge 7 agosto 1990, n. 241, con le stesse forme
previste
per la VIA dall'articolo 5 del decreto del Presidente del Consiglio dei
Ministri 10 agosto 1988, n. 377.

4. Il Ministero convoca una Conferenza di servizi entro trenta giorni
dal ricevimento del progetto. La Conferenza di servizi ha
finalità
istruttoria ed acquisisce gli atti e i documenti relativi alla
realizzazione
del progetto. Nell'àmbito della Conferenza di servizi, che
si conclude
entro il termine perentorio di novanta giorni, le amministrazioni
competenti
e i gestori di opere interferenti hanno facoltà di
presentare motivate
proposte di adeguamento, richieste di prescrizioni all'atto della
approvazione
del progetto, o richieste di varianti che non modificano le
caratteristiche
essenziali delle opere e le caratteristiche prestazionali e funzionali
individuate in sede di progetto. Entro i quaranta giorni successivi
alla
conclusione della Conferenza di servizi il Ministero valuta le proposte
e le richieste pervenute dalle amministrazioni competenti e dai gestori
delle opere interferenti e gli eventuali chiarimenti o integrazioni
progettuali
apportati dal soggetto aggiudicatore, o per esso dal concessionario o
contraente
generale, e formula la propria proposta al CIPE che, nei trenta giorni
successivi, approva con eventuali adeguamenti o prescrizioni il
progetto
definitivo. Nei casi in cui, ai sensi delle disposizioni vigenti,
l'opera
è soggetta a VIA, si applicano per l'approvazione del
progetto le
procedure di cui all'articolo 18.

5. L'approvazione del CIPE è adottata a maggioranza dei
componenti
con l'intesa dei presidenti delle regioni e delle province autonome
interessate.
L'approvazione sostituisce, anche ai fini urbanistici ed edilizi, ogni
altra autorizzazione, approvazione, parere e nulla osta comunque
denominato,
costituisce dichiarazione di pubblica utilità,
indifferibilità
e urgenza delle opere, e consente la realizzazione e l'esercizio delle
infrastrutture strategiche per l'approvvigionamento energetico e di
tutte
le attività previste nel progetto approvato. In caso di
dissenso
della regione o provincia autonoma si provvede con le
modalità di
cui all'articolo 3, comma 6 .

6. Le funzioni amministrative previste dal presente decreto relative
alla realizzazione e all'esercizio delle infrastrutture strategiche per
l'approvvigionamento energetico sono svolte di concerto tra il
Ministero
e il Ministero delle attività produttive.

7. Alle infrastrutture strategiche per l'approvvigionamento energetico
si applicano le disposizioni di cui al decreto legislativo 17 marzo
1995,
n. 158.

8. Alle interferenze che interessano gli insediamenti produttivi e
le infrastrutture strategiche per l'approvvigionamento energetico si
applica
l'articolo 5 del presente decreto legislativo.

14. Norme in materia processuale.

1. Nei giudizi davanti agli organi di giustizia amministrativa che
comunque riguardino le procedure di progettazione, approvazione e
realizzazione
delle infrastrutture ed insediamenti produttivi e relative
attività
di espropriazione, occupazione ed asservimento:

a) l'udienza di merito del ricorso non richiede la domanda di
fissazione
ed avviene non più tardi del quarantacinquesimo giorno dalla
data
di deposito dello stesso presso la segreteria del giudice competente;

b) la valutazione del provvedimento cautelare eventualmente richiesto
deve tener conto delle probabili conseguenze del provvedimento stesso
per
tutti gli interessi che possono essere lesi, nonché del
preminente
interesse nazionale alla sollecita realizzazione dell'opera; nel
concedere
la misura cautelare il giudice non potrà prescindere dal
motivare
anche sulla gravità ed irreparabilità del
pregiudizio all'impresa
del ricorrente, il cui interesse dovrà comunque essere
comparato
con quello del soggetto aggiudicatore alla celere prosecuzione delle
procedure;

c) per quanto non espressamente previsto dal presente articolo si
applicano
le disposizioni dell'articolo 23-bis della legge 6 dicembre 1971, n.
1034.

2. In applicazione delle previsioni dell'articolo 2, comma 6, delle
direttive 89/665/CEE del Consiglio, del 21 dicembre 1989, e 92/13/CEE
del
Consiglio, del 25 febbraio 1992, la sospensione o l'annullamento
giurisdizionale
della aggiudicazione di prestazioni pertinenti alle infrastrutture non
determina la risoluzione del contratto eventualmente già
stipulato
dai soggetti aggiudicatori; in tale caso il risarcimento degli
interessi
o diritti lesi avviene per equivalente, con esclusione della
reintegrazione
in forma specifica.

3. Il soggetto aggiudicatore comunica il provvedimento di
aggiudicazione
ai controinteressati almeno trenta giorni prima della firma del
contratto.

15. Regolamento.

1. Il Governo provvede a modificare ed integrare, con le
modalità
previste dalla legge quadro, il regolamento, nonché gli
altri regolamenti
emessi ai sensi della medesima legge quadro, con l'emanazione delle
ulteriori
disposizioni necessarie alla migliore realizzazione delle
infrastrutture,
assumendo come norme regolatrici il presente decreto legislativo, la
legge
delega e le normative comunitarie in materia di appalti di lavori, in
quanto
applicabili. Le predette norme si applicano alle amministrazioni dello
Stato, agli enti pubblici nazionali ed ai loro concessionari ed
appaltatori,
nonché alle regioni, province autonome, province,
città metropolitane,
comuni, e loro concessionari ed appaltatori limitatamente alle
procedure
di intesa per la approvazione dei progetti e di aggiudicazione delle
infrastrutture;
per quanto non pertinente a queste procedure si applicano a regioni,
province
autonome, province, città metropolitane, comuni e loro
concessionari
o appaltatori sino alla entrata in vigore di diversa normativa
regionale.

2. A norma dell'articolo 3 della legge quadro, i regolamenti emanati
in esercizio della potestà di cui al comma 1 abrogano ovvero
derogano,
dalla loro entrata in vigore, le norme di diverso contenuto
precedentemente
vigenti nella materia.

3. In particolare, con uno o più regolamenti, possono essere
disciplinate:

a) le modalità di compimento dell'istruttoria del progetto
definitivo,
a mezzo della Conferenza di servizi di cui all'articolo 4 allo scopo
convocata,
e della attività finalizzata alla risoluzione delle
interferenze;

b) le modalità di approvazione delle varianti al progetto
definitivo
approvato, assicurando la possibilità, per la regione o
provincia
autonoma ed i Ministri partecipanti al CIPE, di verificare la natura e
l'impatto delle stesse senza pregiudizi per la continuità
dei lavori;

c) le ulteriori norme transitorie per l'applicazione del presente
decreto;

d) l'istituzione di un sistema di qualificazione dei contraenti
generali,
le modalità di scelta del contraente generale ed i connotati
principali
del relativo rapporto contrattuale, anche in deroga alle previsioni
degli
articoli da 8 a 13, 20, 21 e 23 della legge quadro ed assicurando il
rispetto
delle normative comunitarie applicabili;

e) gli elaborati tecnici ulteriori rispetto a quelli previsti dal
regolamento,
necessari alla integrazione del progetto preliminare ai fini di cui al
presente decreto legislativo;

f) le norme procedurali per la risoluzione in via bonaria o contenziosa
delle vertenze, anche in deroga agli articoli 31-bis e 32 della legge
quadro.

4. Fino alla entrata in vigore dei regolamenti integrativi di cui al
comma 1 si applica il regolamento in quanto compatibile con le norme
della
legge delega e del presente decreto legislativo; i requisiti di
qualificazione
e quant'altro non espressamente previsto dal regolamento sono
individuati
e regolati dal bando e dagli atti di gara, nel rispetto delle
previsioni
della direttiva 93/37/CEE e del decreto legislativo 17 marzo 1995, n.
158.

5. Con decreto del Ministro dell'interno, di concerto con il Ministro
della giustizia e con il Ministro delle infrastrutture e dei trasporti,
sono individuate le procedure per il monitoraggio delle infrastrutture
ed insediamenti industriali per la prevenzione e repressione di
tentativi
di infiltrazione mafiosa. I relativi oneri sono posti a carico dei
fondi
con le modalità e nei limiti stabiliti con apposito decreto
del
Ministro delle infrastrutture e dei trasporti, di concerto con il
Ministro
dell'economia e delle finanze.

16. Norme transitorie e derogatorie.

1. Nel caso in cui sia già stato redatto il progetto
definitivo,
sia stata già affidata la realizzazione dello stesso, o sia
comunque
ritenuto dal soggetto aggiudicatore più opportuno ai fini
della
celere realizzazione dell'opera, può procedersi
all'attestazione
di compatibilità ambientale ed alla localizzazione
dell'opera sulla
base del progetto definitivo. Nel caso in cui, alla data di entrata in
vigore del presente decreto legislativo, sia stato già
redatto il
progetto esecutivo o sia stata già affidata la realizzazione
dello
stesso, per l'affidamento a contraente generale il soggetto
aggiudicatore
può porre a base di gara il progetto esecutivo. In tale caso
il
contraente generale assume l'obbligo di verificare il progetto
esecutivo
posto in gara e di farlo proprio, fermo restando quanto disposto dal
comma
5 dell'articolo 9.

2. Nel caso in cui il progetto delle infrastrutture sia già
oggetto, in tutto o in parte, di procedura autorizzativa, approvativa o
di valutazione di impatto ambientale sulla base di vigenti norme
statali
o regionali, i soggetti aggiudicatori possono richiedere l'interruzione
della medesima procedura optando per l'avvio unitario delle procedure
disciplinate
dal presente decreto legislativo, ovvero proseguire e concludere la
procedura
in corso. Ai fini del compimento delle procedure di cui al presente
decreto
legislativo, possono essere utilizzate quali atti istruttori le
risultanze
delle procedure anche di conferenza di servizi già compiute
ovvero
in corso.

3. In sede di prima applicazione delle presenti norme i soggetti
aggiudicatori
adottano, in alternativa alla concessione, l'affidamento a contraente
generale
per la realizzazione dei progetti di importo superiore a
duecentocinquanta
milioni di euro, che presentino, inoltre, uno dei seguenti requisiti:
interconnessione
con altri sistemi di collegamento europei; complessità
dell'intervento
tale da richiedere un'unica logica realizzativa e gestionale,
nonché
estrema complessità tecnico-organizzativa. L'individuazione
dei
predetti progetti è effettuata dal Ministro delle
infrastrutture
e dei trasporti. Ferma restando l'applicazione delle semplificazioni
procedurali
di cui al presente decreto, i progetti che non abbiano le
caratteristiche
sopra indicate sono realizzati con appalto integrato di progettazione
esecutiva
ed esecuzione, in uno o più lotti ovvero con appalto di sola
esecuzione
ove sia stato predisposto il progetto esecutivo. È comunque
consentito
l'affidamento in concessione.

4. Le norme del presente decreto non derogano le previsioni delle L.
16 aprile 1973, n. 171, L. 29 novembre 1984, n. 798, e L. 5 febbraio
1992,
n. 139, e successive modificazioni ed integrazioni, relative alle
procedure
speciali per la salvaguardia di Venezia.

5. Le procedure di approvazione, finanziamento e affidamento previste
dal presente decreto legislativo si applicano all'attraversamento
stabile
dello Stretto di Messina, inserito nel programma, anche in deroga alle
previsioni della legge 17 dicembre 1971, n. 1158. La società
Stretto
di Messina S.p.a., istituita secondo le previsioni della legge speciale
17 dicembre 1971, n. 1158, e qualificata organismo di diritto pubblico
in applicazione del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
23
gennaio 1998, costituisce soggetto aggiudicatore ai sensi del presente
decreto legislativo.

6. Per la realizzazione delle infrastrutture di loro competenza, i
soggetti aggiudicatori, ivi compresi i commissari straordinari di
Governo,
anche in liquidazione, nominati in virtù di disposizioni
diverse
da quelle di cui alla legge delega, possono stipulare, con riferimento
alle concessioni in corso e nel rispetto degli elementi essenziali dei
relativi atti convenzionali, atti di loro adeguamento alle previsioni
della
legge delega e del presente decreto legislativo.

7. Per i procedimenti relativi agli insediamenti produttivi e alle
infrastrutture strategiche per l'approvvigionamento energetico di cui
all'articolo
13, in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto,
è
data facoltà al richiedente di optare per l'applicazione
della normativa
stabilita nel decreto stesso, ferma restando l'efficacia degli atti
compiuti
relativamente agli stessi procedimenti.

Capo II - Procedure per la valutazione di impatto ambientale
delle grandi
opere

17. Campo di applicazione.

1. Il presente capo, in attuazione dell'articolo 1, comma 2, della
legge 21 dicembre 2001, n. 443, disciplina la procedura per la
valutazione
di impatto ambientale e l'autorizzazione integrata ambientale,
limitatamente
alle infrastrutture ed agli insediamenti produttivi soggetti a tale
procedura
a norma delle disposizioni vigenti relative alla VIA statale, nel
rispetto
delle disposizioni di cui all'articolo 2 della direttiva 85/337/CEE del
Consiglio, del 27 giugno 1985, come modificata dalla direttiva 97/11/CE
del Consiglio, del 3 marzo 1997.

2. Il procedimento di valutazione di impatto ambientale è
obbligatorio
e vincolante per tutte le opere ad esso soggette a norma delle vigenti
disposizioni ed è concluso, secondo le previsioni del
presente capo,
prima dell'avvio dei lavori.

3. Sono esclusi dalla procedura di valutazione di impatto ambientale
gli interventi destinati alla difesa nazionale in vista di un pericolo
imminente ovvero in seguito a calamità per le quali sia
stato dichiarato
lo stato di emergenza ai sensi dell'articolo 5 della legge 24 febbraio
1992, n. 225. I provvedimenti di esclusione sono emanati con decreto
del
Presidente del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro
dell'ambiente
e della tutela del territorio, di concerto con i Ministri interessati,
nel rispetto delle norme vigenti che garantiscono il diritto alla
informazione
sull'intervento e sulla eventuale deroga.

4. Per le infrastrutture ed insediamenti produttivi soggetti a
screening
o valutazione di impatto ambientale regionale, il provvedimento di
compatibilità
ambientale è emesso dal CIPE, previa valutazione da
esprimersi dalle
regioni nei modi e tempi previsti dall'articolo 3.

5. Con successivo decreto legislativo sarà regolata la
procedura
di autorizzazione ambientale integrata per gli insediamenti produttivi.

18. Procedure.

1. L'istruttoria sui progetti relativi alle opere di cui all'articolo
17, comma 1, è eseguita nel rispetto delle
finalità indicate
nell'articolo 6 del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri
10
agosto 1988, n. 377, e lo studio di impatto ambientale è
redatto
ai sensi delle norme tecniche di cui al decreto del Presidente del
Consiglio
dei Ministri 27 dicembre 1988 e del decreto del Presidente della
Repubblica
2 settembre 1999, n. 348, e reso pubblico nelle forme previste dalle
procedure
vigenti.

2. Il soggetto proponente predispone a proprie spese lo studio di
impatto
ambientale, che deve comprendere dati, analisi ed informazioni relative
al progetto stesso, alla utilizzazione delle risorse naturali, alla
emissione
di inquinanti, alla creazione di sostanze nocive ed allo smaltimento
dei
rifiuti. Il soggetto aggiudicatore deve redigere una relazione sui
metodi
di previsione utilizzati per la valutazione dell'impatto ambientale e
delle
misure previste per evitare, ridurre ed eventualmente compensare
effetti
negativi rilevanti del progetto sull'ambiente, nonché
consegnare
un riassunto non tecnico delle informazioni trasmesse ed indicare le
eventuali
difficoltà riscontrate.

3. Il progetto comprendente lo studio di impatto ambientale, relativo
ad una delle opere di cui all'articolo 17, comma 1, è
trasmesso
dal soggetto proponente al Ministero dell'ambiente e della tutela del
territorio.

4. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio tiene conto,
ai fini delle valutazioni di propria competenza, delle eventuali
osservazioni
ad esso rimesse dai soggetti pubblici e dai privati interessati, nei
modi
e termini di cui all'articolo 9 della legge 8 luglio 1986, n. 349.

5. Il Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio e, per le
opere incidenti su aree sottoposte a vincolo di tutela culturale o
paesaggistica,
il Ministro per i beni e le attività culturali, decorsi
novanta
giorni dalla data di presentazione della documentazione da parte del
soggetto
aggiudicatore o dell'autorità proponente, provvedono ad
emettere
la valutazione sulla compatibilità ambientale dell'opera,
comunicandola
alle regioni interessate ed al Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti
nonché, per le opere di cui all'articolo 13, anche al
Ministro delle
attività produttive. Il Ministro dell'ambiente e della
tutela del
territorio a tale fine si avvale della commissione prevista
dall'articolo
19.

6. Il provvedimento di compatibilità ambientale è
adottato
dal CIPE, contestualmente all'approvazione del progetto preliminare. In
caso di motivato dissenso del Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio o del Ministro per i beni e le attività
culturali, l'adozione
del provvedimento di compatibilità ambientale è
demandata
al Consiglio dei Ministri, che vi provvede nella prima riunione utile
successiva.
Sul progetto definitivo si procede alla verifica di ottemperanza ai
sensi
dell'articolo 20, comma 4.

19. Contenuto della valutazione di impatto ambientale.

1. La valutazione di impatto ambientale individua gli effetti diretti
ed indiretti di un progetto e delle sue principali alternative,
compresa
l'alternativa zero, sull'uomo, sulla fauna, sulla flora, sul suolo,
sulle
acque di superficie e sotterranee, sull'aria, sul clima, sul paesaggio
e sull'interazione fra detti fattori, nonché sui beni
materiali
e sul patrimonio culturale, sociale ed ambientale e valuta inoltre le
condizioni
per la realizzazione e l'esercizio delle opere e degli impianti.

2. Ai fini delle valutazioni di cui al comma 1, con decreto del
Presidente
del Consiglio dei Ministri, su proposta del Ministro dell'ambiente e
della
tutela del territorio, sentito il Ministro delle infrastrutture e dei
trasporti,
è istituita una commissione speciale di valutazione di
impatto ambientale,
composta da diciotto membri, oltre il presidente, scelti tra professori
universitari, tra professionisti ed esperti, particolarmente
qualificati
in materie progettuali, ambientali, economiche e giuridiche, e tra
dirigenti
della pubblica amministrazione. Per le valutazioni dell'impatto
ambientale
di infrastrutture e di insediamenti strategici, per i quali sia stato
riconosciuto,
in sede di intesa, un concorrente interesse regionale, la commissione
è
integrata da un componente designato dalle regioni o dalle province
autonome
interessate. A tale fine, entro quindici giorni dalla data del decreto
di costituzione della commissione, le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano provvedono alla designazione tra persone aventi gli
stessi requisiti degli altri componenti di nomina statale. Con il
decreto
di costituzione della commissione sono stabilite la durata e le
modalità
per l'organizzazione ed il funzionamento della stessa. Con successivo
decreto
del Ministro dell'ambiente e della tutela del territorio, di concerto
con
il Ministro dell'economia e delle finanze, sono stabiliti i compensi
spettanti
al presidente ed ai componenti della commissione,
nell'àmbito delle
risorse di cui al comma 3. Qualora le regioni e le province autonome di
Trento e di Bolzano non provvedano alle designazioni entro il termine
predetto,
la commissione procede, sino alla designazione, alle valutazioni
dell'impatto
ambientale nella composizione ordinaria.

3. La commissione di cui al comma 2 si avvale delle risorse versate
dai soggetti aggiudicatori a norma dell'articolo 27 della legge 30
aprile
1999, n. 136, senza oneri per il bilancio dello Stato.

20. Compiti della Commissione speciale VIA.

1. La Commissione provvede alla istruttoria tecnica di cui all'articolo
19 e, entro sessanta giorni dalla presentazione del progetto da parte
del
soggetto proponente, esprime il proprio parere sul progetto
assoggettato
alla valutazione dell'impatto ambientale.

2. Ove la Commissione verifichi l'incompletezza della documentazione
presentata, il termine indicato al comma 1 è differito di
trenta
giorni per le necessarie integrazioni.

3. Le integrazioni sono richieste entro trenta giorni dall'apertura
della procedura; nel caso in cui il soggetto aggiudicatore non abbia
provveduto
alle richieste integrazioni entro i trenta giorni successivi, il parere
si ritiene negativo.

4. La Commissione ha, altresì, il compito di verificare la
ottemperanza
del progetto definitivo alle prescrizioni del provvedimento di
compatibilità
ambientale e di effettuare gli opportuni controlli sull'esatto
adempimento
dei contenuti e delle prescrizioni di cui al decreto di
compatibilità
ambientale.

5. Qualora il progetto definitivo sia sensibilmente diverso da quello
preliminare, la Commissione riferisce al Ministro dell'ambiente e della
tutela del territorio che può disporre, nei trenta giorni
dalla
comunicazione fatta dal soggetto aggiudicatore, concessionario o
contraente
generale, l'aggiornamento dello studio di impatto ambientale e la nuova
pubblicazione dello stesso, anche ai fini dell'eventuale invio di
osservazioni
da parte dei soggetti pubblici e privati interessati.

6. Qualora si riscontrino violazioni degli impegni presi ovvero
modifiche
del progetto che comportino significative variazioni dell'impatto
ambientale,
la commissione riferisce al Ministro dell'ambiente e della tutela del
territorio,
il quale ordina al soggetto gestore di adeguare l'opera e, se
necessario,
richiede al CIPE la sospensione dei lavori ed il ripristino della
situazione
ambientale a spese del responsabile, nonché l'adozione dei
provvedimenti
cautelari di cui agli articoli 8 e 9 della legge 8 luglio 1986, n. 349.

  • Autorità di Bacino pilota del fiume Serchio
  • Via Vittorio Veneto, 1 - 55100 Lucca (LU)
  • Telefono: 0583.462241 0583.952355
  • C.F.: 93014950500 - PEC: bacinoserchio@postacert.toscana.it