Quadro conoscitivo

Componenti che concorrono alla definizione del quadro conoscitivo

Il quadro conoscitivo del piano di bacino, viste le finalità e gli obiettivi generali prefissati, deve essere strutturato, sia per il quadro conoscitivo generale sia per il quadro conoscitivo dei singoli settori, in riferimento a quattro componenti: la componente giuridico-amministrativa, la componente economico-sociale, la componente territoriale e la componente ambientale.

(Figura 2)
  1. componente giuridico-amministrativa
  2. Comprende:
    • l'analisi della legislazione vigente (a livello comunitario, nazionale e regionale) al fine di evidenziare gli aspetti rilevanti per la pianificazione di bacino
    • la individuazione di aspetti ambientali significativi non sufficientemente regolamentati dalla normativa vigente e di situazione carenti dal punto di vista strutturale ed organizzativo
    • l'analisi del quadro delle competenze istituzionali definite per legge in materia di pianificazione territoriale e settoriale
    • l'analisi del sistema amministrativo e dei servizi tecnici ambientali, individuazione delle carenze strutturali e funzionali
    • l'analisi comparata degli strumenti di pianificazione territoriale e settoriale vigenti, a livello nazionale e locale (regionale e provinciale); tale analisi deve tendere ad evidenziare gli elementi di raccordo fra pianificazione di bacino (con valenza di piano integrato direttore) e pianificazione regionale e provinciale, mettendo altresì in evidenza eventuali contrasti fra i diversi strumenti di pianificazione e le modalità di adeguamento e coordinamento degli stessi, nell'ambito del ruolo che la legge 183 affida al piano di bacino.
  3. Componente economico-sociale
  4. Comprende:
    • l'analisi della domanda di acqua a fini potabili, produttivi, irrigui ed energetici
    • la disponibilità di risorse idriche: dati di precipitazione, caratteristiche del deflusso superficiale, frequenza di eventi estremi (alti e bassi), disponibilità di acque sotterranee, laghi naturali, zone umide
    • la classificazione degli usi correnti del suolo e delle risorse idriche, nonché delle vocazioni d'uso e degli usi previsti dagli strumenti di pianificazione in atto. Individuazione dei fattori che possono rappresentare probabile impedimento al raggiungimento degli obiettivi (o che sono causa del ridimensionamento degli stessi): impedimenti fisici all'uso delle risorse, conflitti nell'uso delle risorse, impedimenti legali
    • le attività ricreative e sportive legate all'uso del suolo e dei corpi idrici
    • il livello di sviluppo economico-produttivo e situazione occupazionale nell'area del bacino
    • le entrate fiscali, tariffe e servizi pubblici locali.
  5. Componente territoriale
  6. Comprende:
    • la delimitazione territoriale del bacino e dei sottobacini
    • l'utilizzazione attuale del territorio a fini economico-produttivi
    • l'urbanizzazione (distribuzione della popolazione, zone residenziali, infrastrutture)
    • l'analisi della situazione territoriale per quanto riguarda controllo delle piene, stabilizzazione dei suoli, drenaggio e attività correlate (aree inondabili, analisi storica degli straripamenti dei corsi d'acqua, deflusso superficiale, erosione dei suoli, erosione costiera, sedimentazione, etc.)
    • l'utilizzazione del territorio a fini economici e produttivi, secondo le previsioni dei P.R.G. vigenti;
    • la distribuzione delle zone residenziali ed infrastrutture, secondo le previsioni dei P.R.G. vigenti
    • l'analisi della situazione territoriale, come sintesi e risultato della vita e del lavoro dell'uomo
  7. Componente ambientale
  8. Le risorse ambientali, al fine della loro analisi e della valutazione degli effetti della pianificazione di bacino, possono essere utilmente raggruppate nelle seguenti categorie:
    • qualità (qualità delle acque, qualità di suolo e sottosuolo, qualità dell'aria, qualità paesaggistiche);
    • risorse biologiche, geologiche ed ecologiche
    • aree di particolare valore naturale, paesaggistico o peculiari
    • aree ed aggregati di particolare valore archeologico, storico e culturale

Il quadro conoscitivo generale e di settore

Il quadro conoscitivo può essere suddiviso come segue, confrontato anche con le indicazioni contenute nel D.P.R. 7 gennaio 1992.
  • Quadro conoscitivo degli insediamenti urbanistici esistenti
  • Quadro conoscitivo degli atti di pianificazione territoriale (regionale, provinciale, comunale e piani paesaggistici)
  • Quadro conoscitivo della viabilità del territorio e delle infrastrutture
    • stradali
    • ferroviarie
    • portuali
    • aeroportuali
    • oleodotti, gasdotti, elettrodotti Quadro conoscitivo dei vincoli esistenti
    • idrogeologico
    • forestale
    • paesaggistico
    • archeologico
    • militare
    • usi civici
    • parchi ed aree protette
    • altri
  • Quadro conoscitivo dei beni culturali (centri storici, monumenti isolati, etc.)
    • Quadro conoscitivo della situazione idrologica
    • Quadro conoscitivo della situazione idraulica
    • Quadro conoscitivo della situazione idrogeologica
    • Quadro conoscitivo della dinamica e dell'erosione costiera
    • Quadro conoscitivo della dinamica degli alvei fluviali
    • Quadro conoscitivo della subsidenza
    • Quadro conoscitivo del dissesto idrogeologico (frane, erosione del suolo, valanghe, etc.)
    • Quadro conoscitivo sulla quantità della risorsa idrica e sul suo uso (potabile, agricolo, industriale, energetico)
    • Quadro conoscitivo sulla qualità della risorsa idrica (superficiale e sotterranea) e sul suo uso
    • Quadro conoscitivo degli acquedotti e dei sistemi di rifornimento idrico (sorgenti, pozzi, potabilizzatori, etc.)
    • Quadro conoscitivo sulla situazione dei rifiuti (tipo, quantità, etc.) e sulla ubicazione di discariche e di impianti di smaltimento, etc.
    • Quadro conoscitivo sulla presenza di fognature e depuratori
    • Quadro conoscitivo delle fonti localizzate e diffuse di potenziale inquinamento delle acque e del suolo
    • Quadro conoscitivo dei sistemi produttivi (che utilizzano acqua e suolo)
      • industria
      • agricoltura
      • zootecnica
      • energia
      • trasporti
      • turismo
    • Quadro conoscitivo delle attività estrattive
    • Quadro conoscitivo della distribuzione della vegetazione
    • Quadro conoscitivo delle competenze e delle strutture tecniche, giuridiche e amministrative.

Nella predisposizione del piano di bacino secondo le opportunità offerte dalla legge 493/93, ma anche durante la fase gestionale e di aggiornamento, è di estrema utilità distinguere un quadro conoscitivo generale del territorio a scala di sintesi, con dati ed elaborati cartografici di validità generale, alcuni immutabili se non per miglioramento di tecniche di rilevamento (es. idrografia, morfologia, geologia, etc.), altri suscettibili di aggiornamento per il variare delle situazioni presenti sul territorio (insediamenti urbanistici, viabilità del territorio e infrastrutture, atti di pianificazione territoriale, sistemi produttivi, vincoli, etc.) e un quadro conoscitivo per i singoli settori di intervento, realizzato attraverso studi specifici di settore, comprendenti la descrizione del problema e lo stato delle conoscenze, le fonti conoscitive, gli allegati, costituiti da cartografia tematica del settore e gli allegati specifici (diagrammi, tabelle, foto, etc.), oltre a studi per migliorare gli aspetti conoscitivi delle singole tematiche.

Strumenti che concorrono alla definizione del quadro conoscitivo

Alla definizione del quadro conoscitivo concorrono i seguenti strumenti attivati dall'Autorità di bacino:
  1. Sistema Informativo Territoriale dell'Autorità di Bacino del Serchio (SITAS)
  2. Al fine di acquisire e gestire, in termini di massima efficacia, efficienza ed economicità, le informazioni necessarie alla elaborazione ed attuazione del piano, l'Autorità di bacino ha dato vita ad un Sistema Informativo Territoriale dei Bacini del Serchio (SITAS).
    La scelta di un unico sistema informatico per i due bacini è già contenuta nella delibera n.14 del 21/5/1992 del Comitato Istituzionale dell'Autorità di bacino del Serchio, che intravede in tale scelta una concentrazione di risorse con il risultato di maggiore economicità ed efficienza.
    La costituzione del SITAS avviene attraverso due fasi principali:
    • recupero ed organizzazione dei dati esistenti, necessari per la descrizione e valutazione dei fenomeni naturali (idrografia, orografia, geologia, franosità, consistenza e qualità delle risorse, etc.) e degli interventi dell'uomo (limiti amministrativi, distribuzione della popolazione, delle infrastrutture, delle attività produttive, distribuzione dei beni culturali e storici sul territorio, valutazione del differenziato valore culturale, storico, paesaggistico dello stesso, etc.); costituzione in questo modo di una prima base conoscitiva, di cui va garantito il continuo aggiornamento;
    • monitoraggio degli interventi effettuati sul territorio nella fase di attuazione del piano, in collegamento con gli enti operativi, al fine di controllare l'efficacia stessa degli interventi, valutarne i risultati ed acquisire nuovi dati ed informazioni, utili al continuo aggiornamento del piano.

    Il SITAS si caratterizza come strumento in grado di assicurare:
    • il rispetto dei ruoli e delle competenze istituzionali: attualmente operano sul territorio diversi enti, con specifiche capacità tecniche e competenze (queste ultime almeno in parte sovrapposte), che producono una notevole quantità di informazione. La mancanza di coordinamento fa sì che le stesse vengano sotto utilizzate e utilizzate solo settorialmente. L'Autorità di bacino intende accentuare il proprio ruolo di coordinamento fra le diverse fonti (Regione, altre amministrazioni pubbliche, Servizi tecnici locali), evitando duplicazioni di dati e garantendone la necessaria omogeneità;
    • l'efficacia dell'informazione: il livello di informazione necessario per programmare gli interventi alla scala di bacino è relativamente contenuto. Piuttosto che raccogliere una grandissima quantità di informazioni, con quanto ciò comporta in termini di tempi, costi e difficoltà gestionali, si ritiene più utile concentrare l'attenzione sulla selezione di informazioni significative e di alta qualità, puntando, per l' espansione delle proprie banche dati, al di là di quanto strettamente necessario ai propri fini istituzionali, ad integrazioni con altri sistemi informativi;
    • l'accesso all'informazione: il sistema informatico sarà accessibile a quanti hanno responsabilità politiche e di pianificazione ai diversi livelli ed a ricercatori e tecnici. Verranno messi a punto idonei strumenti per la diffusione dell'informazione ai cittadini.
  3. Sistema conoscitivo articolato per tematiche
  4. In relazione ai settori di intervento individuati dal piano, l'Autorità di bacino ritiene necessario produrre degli strumenti conoscitivi di sintesi (Quaderni) che raccolgono in maniera organizzata e strettamente finalizzata tutte le informazioni e le conoscenze disponibili, al fine di rendere immediatamente utilizzabili nell'attività di pianificazione e programmazione.
    Tali strumenti vengono continuamente aggiornati ed integrati, attraverso attività di ricerca affidata prevalentemente a strutture pubbliche, coordinate dalla Segreteria tecnica.
     
  5. Sistema di monitoraggio ambientale
  6. Al fine di garantire il necessario aggiornamento delle conoscenze sistematiche sullo stato del bacino, in riferimento sia alle componenti fisiche che socio-economiche, il sistema di monitoraggio che il piano dovrà progettare e mettere a punto deve rispondere alle seguenti caratteristiche:
    • potenziare e rendere efficienti le reti di monitoraggio esistenti;
    • integrare il sistema di monitoraggio esistente al fine di coprire l'arco delle informazioni che sono essenziali alla elaborazione del piano ed alla sua attuazione;
    • uniformare criteri, standard e procedure di acquisizione dei dati e fornire caratteristiche tecniche ed operative delle reti di misura (caratteristiche delle strumentazioni, distribuzione dei punti di prelievo, frequenza dei prelievi, metodiche analitiche);
    • garantire la trasmissione dei dati in tempo reale, soprattutto in relazione alla necessità di prevedere le situazioni di rischio per le popolazioni e per le infrastrutture;
    • garantire il coordinamento unitario dell'intero sistema di monitoraggio ed il flusso ottimale delle informazioni fra i diversi soggetti interessati alla produzione ed utilizzazione delle stesse (Autorità di Bacino, Regioni, Amministrazioni, strutture scientifiche, etc.).
    Il sistema di monitoraggio prende in considerazione le seguenti componenti:
    • aspetti fisici, con particolare riferimento ai tipi lito-morfologici, che rappresentano l'elemento fisico-ambientale più significativo di controllo della vocazione e della vulnerabilità delle varie parti del territorio. Il mosaico dei tipi rappresenta pertanto il riferimento principale per la conformazione della rete di monitoraggio;
    • aspetti territoriali (urbanizzazione, sistemi produttivi ed infrastrutturali);
    • aspetti qualitativi delle risorse ambientali;
    • aspetti programmatici (piani, programmi e progetti di intervento).

Problemi e criticità del bacino

  1. Partecipazione dei cittadini, degli amministratori, delle categorie economiche, dei servizi pubblici, etc. alla definizione dei problemi e dei bisogni
  2. Nella formazione del piano di bacino e nella sua attuazione è di estrema importanza che i soggetti sociali e le loro organizzazioni o rappresentanze non istituzionali possano esprimersi nelle diverse tematiche e nei settori di competenza, al fine di confrontare gli elementi rilevanti per le scelte di piano e anche le valutazioni di fattibilità delle azioni programmate.
  3. Identificazione dei problemi e dei bisogni
  4. L'individuazione dei principali problemi del bacino viene condotta attraverso l'analisi dei fattori naturali ed artificiali di degrado ambientale, di impedimento alla corretta utilizzazione del territorio e delle risorse e di rischio per le popolazioni e le infrastrutture del bacino.
    In particolare l'attenzione viene posta su:
    • aree ad avanzato livello di degrado ambientale e paesaggistico, dovuto allo stato di inquinamento grave delle risorse (acqua, suolo), a situazioni di abbandono o di sfruttamento incontrollato del territorio;
    • carenza di risorse disponibili per le diverse utilizzazioni (acqua, suoli, vegetazione, materiali lapidei ed inerti);
    • situazioni di rischio idraulico, geologico, sismico ed ambientale (situazioni di degrado geologico e geomorfologico in atto, aree a rischio di inondazione, etc.);
    • insufficienze strutturali: mancanza o inadeguatezza dei sistemi di monitoraggio e controllo del territorio e dell'ambiente; non rispondenza delle opere esistenti agli obiettivi del piano;
    • insufficienze gestionali, con conseguenti disfunzioni nell'uso delle risorse naturali (carenze delle strutture di gestione, carenze normative, sovrapposizione di competenze, mancanza di informazioni per la popolazione).
    Per ognuna delle situazioni considerate vengono individuati i parametri idonei a definire le soglie critiche e valutati i livelli di rischio (probabilità, intensità e frequenza dei fenomeni, grado di pericolosità).
    Ogni problema viene delimitato territorialmente, settorialmente e temporalmente, considerando tutte le interazioni settoriali e territoriali prevedibili a qualsiasi scala.
    Situazioni di rischio potenziale non sufficientemente valutabili per carenze conoscitive (mancanza di dati, scarsità di conoscenze sui fenomeni e sui meccanismi che li regolano, difficoltà nella individuazione delle variabili di controllo degli stessi fenomeni) e pertanto non immediatamente affrontabili con programmi di intervento del piano, vengono governate attraverso l'adozione di norme di salvaguardia (misure inibitorie e cautelative), commisurate al livello di rischio ed al grado di conoscenza dei fenomeni, come previsto dal D.Lgs 152/2006.

Definizione componenti

  • Autorità di Bacino pilota del fiume Serchio
  • Via Vittorio Veneto, 1 - 55100 Lucca (LU)
  • Telefono: 0583.462241 0583.952355
  • C.F.: 93014950500 - PEC: bacinoserchio@postacert.toscana.it